1959 · Barbie

Marchio registrato di una bambola prodotta dall'azienda americana di giocattoli Mattel.

Viene messa in commercio quest'anno.

Il dilemma della “bambola adulta”

La Mattel Creations viene fondata nel 1945 da Ruth ed Elliot Handler. La prima ha l’idea della Barbie osservando la figlia Barbara improvvisare situazioni “da grandi” con le bambole di carta; la ragazzina e le sue amiche, nelle loro interazioni, giocavano spesso a “essere adulti”. All’epoca, però, esistevano solo bambolotti con le fattezze di bebè; era previsto che le bambine potessero giocare a prendersi cura di un bambino piccolo, facendolo mangiare o dormire, ma non c’erano bambole con le quali fantasticare sul  futuro.
L’idea di una bambola dalle fattezze di un’adulta non aveva destato l’entusiasmo né del marito di Ruth né degli altri soci della Mattel, ma nel 1956, durante un viaggio in Europa, la signora scopre Bild Lilli, una bambola, con le curve da pin-up, creata da Reinhard Beuthien come personaggio dei fumetti per una striscia pubblicata sulla “Bild Zeitung” e quindi trasformata in giocattolo. Lilli è bionda, procace e desiderabile, ma anche una donna di classe, molto determinata – un po’ come alcuni personaggi interpretati negli anni Trenta da Marlene Dietrich (che la bambola, secondo alcuni, ricorda anche nell’aspetto). Era stata prodotta dalla ditta tedesca Hausser/Elastolin negli anni fra il 1955 e il 1964, ma, benché esportata fin negli USA, la sua “carriera” era stata stroncata dalla cugina più famosa: la Mattel aveva acquisito i diritti della bambola e ne aveva poi cessato la produzione.
Bild Lilli dà a Ruth l’ispirazione che le era mancata fino a quel momento e, quattordici anni dopo la fondazione della Mattel, Barbara Millicent Roberts, meglio conosciuta come Barbie, vestita con un costume da bagno a righe bianche e nere e coi capelli raccolti in una coda di cavallo, viene presentata all'International American Toy Fair di New York. È il 9 marzo 1959, e sarà questa la data ufficiale di nascita di Barbie; la bellezza bionda, quindi, è del segno dei Pesci. I primi modelli di Barbie, vestiti compresi, vengono prodotti in Giappone; solo nel primo anno di produzione vengono  venduti più di trecentomila esemplari della nuova bambola (Bellis Mary, The History of Barbie Dolls. Ruth Handler invented the Barbie Doll in 1959, http://inventors.about.com/od/bstartinventions/a/The-History-Of-Barbie-Dolls.htm).


Il magico mondo di Barbie

Sia Barbie sia il suo eterno fidanzato, Kenneth Carson (detto Ken), nato nel 1961 e battezzato con il nome del figlio dei fondatori della Mattel, sono originari dell’inesistente cittadina di Willows, nel Wisconsin. La loro relazione si interrompe il giorno di San Valentino del 2004, quando la coppia annuncia la separazione (Donaldson-Evans 2004), ma nel 2006 l'amore fra i due sboccia nuovamente e, da allora, non subirà più interruzioni. La bambola, assurta a «sogno della civiltà industriale occidentale» (Germano 2000: 6), non vive però insieme al compagno: Barbie conduce una vita (anche economicamente) indipendente, varia, dinamica e socialmente attiva, e incontra Ken in saltuarie uscite di coppia. A farle da contorno familiari (come Skipper, la storica sorellina), una moltitudine di amici e una pletora di animali: cani, gatti, cavalli…


Un “fisico bestiale”

Barbie è alta 11,5 pollici, ossia 29,21 centimetri. Considerato che lei e il suo mondo sono una riproduzione in scala 1:6 rispetto alla realtà, è come se fosse una donna alta 1.75, con misure - 91 cm (seno), 46 cm (vita), 84 cm (fianchi) – pressoché impossibili per un essere umano. Sin dall’inizio, per il suo fisico, è stata perciò criticata da più parti. I genitori manifestavano scontento soprattutto per le fattezze “esplicite” della bambola, in particolare per il seno prosperoso; successivamente Barbie sarebbe stata perfino accusata di spingere all'anoressia le ragazzine sue fan, disposte a tutto pur di emularne il fisico inarrivabile. Non a caso, tra le quattordici Barbie che hanno provocato maggiori polemiche (cfr. Boone 2014), è compresa Barbie Slumber Party (“pigiama party”), lanciata nel 1965: nella confezione che la conteneva aveva con sé una bilancia pesapersone rosa con l’indicatore bloccato sulle 110 libbre (50 kg), ben sotto il peso considerato sano per una giovane donna della sua statura.
Nel corso degli anni, comunque, la figura della bambola è stata più volte modificata. Un cambiamento storico fu nel 1971, quando lo sguardo di Barbie, da obliquo qual era, diviene frontale. Nel 1997 Mattel mette in catalogo una Barbie dal fisico più adolescenziale, Really Rad Barbie, con meno seno, meno fianchi e una vita più larga, non tanto in risposta (se stiamo alle fonti ufficiali) alle critiche sulle irreali misure della mini-modella quanto per intercettare i gusti delle bambine fra i tre e gli undici anni, considerate le consumatrici più accanite della bambola (Moore 1997). Il nuovo modello non convincerà i potenziali consumatori, e non verrà mai lanciato sul mercato. Le Barbie attuali, in ogni caso, hanno un punto vita un po' più ampio di quello delle Barbie originarie.


Una bionda dal curriculum... a prova di bomba

Bionda (perlopiù) e dal fisico statuario, amata o odiata, Barbie è diventata l’emblema della donna un po’ superficiale, un po’ “ochetta”. Non a caso diversi dizionari italiani dell'uso registrano barbie con il significato, ironico o spregiativo, di  ‘donna o ragazza che ricorda Barbie per aspetto fisico, modo di vestire, cura particolare (o eccessiva) della propria figura’. Anche la canzone degli Aqua, nel brano citato in apertura, fa esplicito riferimento a questa diffusa visione di Barbie; Mattel ha portato in tribunale il gruppo danese-norvegese con l’accusa di diffamazione e violazione del diritto d’autore, ma la band è stata assolta perché la canzone è stata considerata una parodia (Vineyard 2002), ed è perciò protetta dal Free Speech Act americano.
Una bambola, comunque, che così superficiale non è. Può esercitare più di 150 professioni o mestieri (cfr. http://www.barbiemedia.com/about-barbie/careers.html): tralasciando la scontata carriera da fotomodella, può fare la veterinaria e la pediatra, l'astronauta e la paleontologa, la cantante pop e l'insegnante, l'assistente di volo e la pilota della National Association for Stock Car Auto Racing (NASCAR), la presidente degli Stati Uniti e perfino un membro dell’equipaggio dell’astronave Enterprise (della serie Star Trek), con la casacca rossa degli ufficiali tecnici. Proprio per la varietà di professioni e mestieri esercitati molti pensano che Barbie debba essere considerata un modello da seguire per le bambine, perché non pone limiti alle loro fantasie su cosa potranno fare “da grandi”. Positivo e negativo che sia il suo modello, Barbie rimane un «colosso in miniatura capace di resistere a tutte le possibili aggressioni» (Tosa 1997: 9).


Barbie e il grande schermo

Non mancano le apparizioni di Barbie al cinema, le più notevoli nei lungometraggi animati Toy Story 2 (1999) e Toy Story 3 (2010). Nel primo Barbie fa la guida turistica in un negozio (Al’s Toy Barn); nel secondo è fra i giocattoli che finiscono nell’asilo Sunnyside, dove la bambola incontra Ken e se ne innamora. In Toy Story 2, anche se il suo ruolo è secondario, Barbie conquista l’onore di una “papera” (blooper) nei titoli di coda. La sua bionda bellezza, di là dalla condanna a un eterno sorriso, sembra qui rivelare anche il preciso senso di un dovere:
 
Siamo felicissimi che siate venuti. Arrivederci! Arrivederci! Arrivederci! Arrivederci ancora! Ciao ciao! Arrivederci! E ricordatevi di lasciare le carte delle caramelle e i sacchetti vuoti del popcorn nel cestino più vicino! Grazie mille! Bene, arrivederci allora! Arrivederci, ciao! Eh, eh! … Bene… se ne sono andati tutti? Eh? Sono proprio andati via tutti tutti? Eh, eh… eh? Meno male! Oh, santo cielo, mi fanno male le guance. Non posso più continuare a sorridere così, sono sfinita, esausta… Uh! Credo di avere bisogno di una pausa. Una piccola pausa, va bene? Grazie.


Vera Gheno

Bibliografia

Boone John, 2014, The 14 Most Controversial Barbies Ever, 24 novembre, http://www.etonline.com/news/154308_the_14_most_controversial_barbies_ever.
Donaldson-Evans Catherine, 2004, Barbie and Ken: It's Over, 13 febbraio, http://www.foxnews.com/story/2004/02/13/barbie-and-ken-it-over.
Germano Ivo, 2000, Barbie. Il fascino irresistibile di una bambola leggendaria, Roma, Castelvecchi.
Moore Teresa, 1997, Barbie Doll to Get More Real […], 18 novembre,
http://www.sfgate.com/news/article/Barbie-Doll-to-Get-More-Real-Smaller-bust-2795230.php.
Tosa Marco, 1997, Barbie. I mille volti di un mito, Milano, Arnoldo Mondadori.
Vineyard Jennifer, 2002, Finally, We Can Enjoy ‘Barbie Girl’ with a Clear Conscience, 25 luglio, http://www.mtv.com/news/1456285/finally-we-can-enjoy-barbie-girl-with-a-clear-conscience.