1960 · figurina

Piccola immagine a colori da collezione, stampata su un cartoncino.

Nascono le prime figurine Panini.

Sigarette, gomme, dadi da brodo e... calciatori

In principio furono i cartoncini illustrati regalati insieme a prodotti commerciali, come pacchetti di sigarette e di gomme da masticare, che recavano spesso riproduzioni di giocatori di baseball; vennero poi le coloratissime immagini legate all’estratto di carne Liebig, inventate nel 1872 e stampate fino al 1974, per un totale di 1.866 serie di circa 6 immagini ciascuna; fu quindi l’epoca dei personaggi del programma radiofonico I quattro moschettieri (1934-1937), resi celebri dalla Buitoni-Perugina.
Nel 1961 arrivano i calciatori della Panini, ma è dal 1960 che Benito e Giuseppe Panini, che avevano fondato a Modena un’agenzia di distribuzione giornali, iniziano a mettere in commercio immaginette invendute delle edizioni Nannina in bustine da 10 lire ciascuna. È un successo talmente strepitoso da spingere i fratelli Panini a rinunciare alla distribuzione dei giornali per dedicarsi ad un’altra e ben più remunerativa attività: la stampa delle figurine.
La parola indica, dal XVI secolo, qualunque tipo di piccola riproduzione, dalle statuine ai santini. A partire dalla seconda metà dell’Ottocento, però, il termine si specializza nel riferirsi a immagini di piccolo formato, stampate su cartoncini con tecniche come la litografia o la cromolitografia, che venivano inizialmente regalate a scopo promozionale e la cui raccolta completa poteva dare diritto a eventuali premi. Solo in un secondo tempo, in Italia proprio a partire dall’iniziativa intrapresa nel 1960 dai fratelli Panini, le figurine smettono di essere regalate insieme ad altri prodotti per essere invece vendute in bustine che ne contengono un determinato numero (inizialmente due). Se il collezionismo era sempre esistito, nasce adesso un vero e proprio mercato dal giro d’affari impressionante: la prima collezione di figurine dei calciatori della Panini vende nel 1961 3 milioni di bustine, che diventano 15 nel ’62 e 29 nel ’63, fino a raggiungere il miliardo di bustine all’anno (per un totale complessivo di 6 miliardi di figurine) nel 2015.


Tutti all’… attacco!

Insieme alla prima collezione di calciatori nasce anche l’azienda produttrice Panini, sul cui logo spicca un lanciere: Giuseppe Panini infatti, come appassionato inventore di cruciverba, si firmava con lo pseudonimo di Il Paladino, e aveva scelto proprio l’immagine di un lanciere come simbolo. Il nome sarebbe tornato su una rivista per collezionisti di figurine Panini creata negli anni Settanta (il cui testimonial era Pipino il paladino); e intanto il marchio si era legato, indissolubilmente, a quelle piccole immagini di giocatori di calcio che, dagli anni Sessanta a oggi, hanno accompagnato le giornate di adulti e bambini. Una passione che avrebbe visto nascere iniziative come il Panini World Tour, un villaggio itinerante in cui scambiare doppioni e ricordi; ne sarebbero derivate, in occasione del lancio della collezione Calciatori 2014-2015, le Figuriniadi, un vero e proprio campionato nazionale di giochi come «Figu record, per chi lancia più lontano la figurina; Figu quizzone, per chi conosce a fondo la storia del calcio; Speedy album, per i più veloci ad attaccare le figurine sul proprio album» (Arcangeli e Mariani 2015a). Perché le figurine non sono soltanto statiche immaginette da incollare su un album ma, fin dalla loro prima comparsa, diventano le protagoniste di numerosi nuovi giochi che coinvolgono i volti dei calciatori (cfr. Arcangeli e Mariani 2015b).
Ma i giocatori di calcio sono soltanto l’inizio: nel 1965 verranno stampate le prime collezioni di Aerei e missili e di Animali di tutto il mondo, cui seguiranno, in rapida successione, raccolte coinvolgenti i soggetti più svariati: personaggi dei fumetti, dei cartoni animati e delle serie tv più amate dai giovani, panorami di città d’Italia e del mondo, disegni di dinosauri, caricature di eroi del Risorgimento e molto altro ancora. All’aumento della domanda e dell’offerta corrisponderà un costante miglioramento delle tecniche di produzione delle figurine: a Umberto, un altro dei fratelli Panini, si deve per es. l’invenzione della Fifimatic, la prima imbustatrice automatica che immette le figurine in bustine (in quantità variabile a seconda del programma di lavoro) e poi in scatole preconfezionate. Nella stagione 1971-72 verranno inoltre introdotte le prime figurine adesive (stickers): inizialmente i cartoncini illustrati andavano attaccati con la colla (la famosa coccoina) sugli appositi raccoglitori, e solo dalla fine degli anni Sessanta erano stati introdotti dei triangolini biadesivi da applicare sul retro dei cartoncini o direttamente sugli album.


Ce l’ho, mi manca

La prima figurina Panini a essere stampata è quella di un calciatore, Bruno Bolchi, difensore e capitano dell’Inter, nel 1961, mentre la più rara è certamente quella di Pier Luigi Pizzaballa, portiere dell’Atalanta, il cui volto figurava al num. 1 dell’album della stagione 1963-64 (le squadre erano organizzate in ordine alfabetico, e dunque l’Atalanta era la prima). L’immagine era così rara perché all’inizio della stagione calcistica non esisteva proprio: Pizzaballa era assente quando erano state scattate le fotografie che sarebbero diventate figurine, e la sua immagine fu quindi aggiunta alla collezione soltanto in un secondo momento, a campionato e raccolta ormai iniziati.
Il calciatore aveva sostituito nei sogni e negli incubi dei collezionisti un altro mitico “introvabile”, il Feroce Saladino, la figurina num. 20 della collezione ispirata ai Quattro moschettieri. Sponsorizzata negli anni 1936-'37 dalla ditta Buitoni-Perugina, nei cui prodotti si trovavano i tanto desiderati cartoncini, è stata la prima raccolta e a ottenere un successo nazionale. Tra i motivi che l'avevano resa fortunata anche la possibilità, completando 150 album con le immaginette disegnate da Angelo Bioletto, di vincere una Fiat Topolino; peccato che il Feroce Saladino fosse talmente raro che riuscire a terminare gli album necessari a ottenere l’auto fu una vera e propria impresa (ci riuscirono solo in duecento), tanto da spingere qualcuno a contraffare o a rubare l’agognata figurina mancante. Il clamore della cosa, ma anche (e soprattutto) le proteste delle aziende concorrenti, avevano indotto il Ministero delle Finanze a cancellare la trasmissione e il concorso nel 1937, ma il Feroce Saladino e il suo meraviglioso mondo di pirati, gangster e divi di Hollywood avrebbero continuato a influenzare la cultura italiana fra le due guerre. Nel 1937, scrivendo ad Aldo Palazzeschi, Marino Moretti può così affermare: «Mi hai già mandato per lettera 40 tickets per gli autobus fiorentini (L. 12): ne sto facendo la raccolta come delle figurine Perugina-Buitoni» (Moretti e Palazzeschi 2001: 343 sg.).


Francesco Lucioli

Bibliografia

Alberini Massimo, 1989, Figurine. Un collezionismo fra storia e costume, Milano, Mursia.
Arcangeli Massimo, Mariani Sandro, 2015a, Le figurine Panini: continuano le Olimpiadi, 1 marzo, http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/03/01/le-figurine-panini-continuano-le-olimpiadi/1465863.
Arcangeli Massimo, Mariani Sandro, 2015b, Le figurine Panini – Seconda parte: tanti giochi, e tutti divertenti, 8 marzo, http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/03/08/le-figurine-panini-seconda-parte-tanti-giochi-e-tutti-divertenti/1487906.
Calciatori 1992 = Calciatori 1961-1991. 30 anni di calcio italiano nelle Figurine Panini, testi di Nando Martellini, Modena, Panini, 6 voll.
Calciatori 2006 = Il grande album dei mondiali di calcio. 1970-2002 tutte le raccolte di figurine, Modena-Milano, Panini/Rizzoli.
Detti Ermanno, 1989, Le carte povere. Storia dell’illustrazione minore, Firenze, La Nuova Italia.
Manicardi Nunzia, 2000, Figurine Panini. Storia di un impero industriale, di una famiglia italiana e di un fenomeno di costume, Modena, Guaraldi.
Moretti Marino, Palazzeschi Aldo, 2001, Carteggio, 2. 1963-1974, a cura di Alessandro Pancheri, Roma-Firenze, Edizioni di Storia e Letteratura/Università degli studi di Firenze.