1980 · cubo di Rubik

Gioco di pazienza consistente in un cubo le cui facce, formate da nove quadrati di sei diversi colori, vanno ricomposte in modo tale da risultare alla fine formate da quadrati tutti dello stesso colore. ► Sin.: cubo magico.

Sono di quest'anno le prime significative attestazioni su quotidiani (“Corriere della Sera, “La Stampa”, “L'Unità”, ecc.) e periodici.

Un rompicapo dai sei volti

Il cubo più famoso al mondo, le cui facce (ognuna composta – nella versione classica – da 9 quadrati di 6 diversi colori) abbiamo provato tante volte a trasformare in altrettante superfici in tinta unita, è nato quarant'anni fa. A idearlo Ernő Rubik, un giovane matematico, scultore e architetto ungherese con la passione della didattica creativa, che l'aveva brevettato nel 1975. Google ha dedicato alla sua invenzione il doodle del 19 maggio 2014, regalando agli appassionati l'ebbrezza di giocare con una versione interattiva dell'esaedro più famoso del mondo. All'inizio l'oggetto era in legno, e brillava di un solo colore.
Il primo cubo di Rubik, messo in commercio (1977) nella sola Ungheria e ben più pesante di quello che sarebbe stato lanciato sul mercato più tardi, aveva il nome di bűvös kocka (“cubo magico”). Nel 1979, alla Fiera del Giocattolo di Norimberga, viene fatto conoscere a Tom Kremer, fondatore della Seven Towns, società di “idee” americana. All'imprenditore il rompicapo piace, e nel 1980 un'azienda newyorkese produttrice di giocattoli, l'Ideal Toy, lo distribuisce con il nome di Rubik's Tube. Ne sarebbero nati un campionato del mondo (il primo fu disputato a Budapest, il 5 giugno 1982), uno sport (lo speed cubing), un movimento artistico (il Rubik cubism), un nipotino del sudoku (sudokube) e un'infinità di apparizioni televisive e cinematografiche. Un episodio della terza stagione (1991-1992) dei Simpson, dal titolo Homer Defined (17 ottobre 1991) – la versione italiana, Homer definito, è andata in onda per la prima volta il 21 novembre 1993 –, ci riporta proprio al 1980; nella puntata «un giovane Homer assiste a una sessione d'addestramento sulla sicurezza dell'impianto nucleare in cui lavora. Invece di prestare attenzione ai consigli dell'istruttore su ciò che bisogna fare in caso di una fusione del nocciolo, Homer è intento a giocare col suo nuovissimo cubo, a provare alcune delle […] permutazioni possibili per trovare la soluzione» (Singh 2013/2014: 54).
Un originalissimo artista, David Litwin, un po' di anni fa, ha messo insieme 768 cubi di Rubik per realizzare un enorme ritratto di Stephen Colbert, brillante showman televisivo americano. E ricorda il cubo di Rubik anche il labirintico contenitore-prigione di 17.576 stanze cubiche dal quale cercano di uscire i sei adulti e il ragazzo autistico protagonisti del fanta-horror Cube (1997).


Combinazioni trilionarie

Sono oltre 43 trilioni, per l'esattezza 43.252.003.274.489.856.000 (43 per 1018), le combinazioni possibili per risolvere il terribile rompicapo sistemando faccia dopo faccia, a forza di permutarne i vertici, le 54 tessere quadrate che lo compongono; un numero superiore al doppio del numero che si ricava dalla somma, di 18 trilioni 446 biliardi 744 bilioni 73 miliardi 709 milioni 551mila 615 (18.446.744.073.709.551.615), ottenuta dal raddoppiamento dei numeri corrispondenti alle 64 caselle degli scacchi: assegnato il valore 1 alla prima casella, la seconda si vede attribuito 2 (1+1), la terza 4 (2+2), la quarta 8 (4+4), la quinta 16 (8+8) e così via, fino alla sessantaquattresima.
Feliks Zemdegs, nel campionato mondiale di Las Vhttps://www.woregas (1213), si è imposto con un tempo medio di risoluzione di 8,18 secondi (su cinque gare) per il cubo 3 x 3, portando a compimento l'opera, nella sua miglior prestazione singola, in 7,36 secondi (https://www.worldcubeassociation.org/results/c.php?i=WC2013). Michal Pleskowicz si era aggiudicato la stessa competizione, due anni prima, con un tempo medio di 8,65 secondi (Bangkok, 2011), e Breandan Wallance, in quella ancora precedente, aveva realizzato un tempo di 10,74 secondi (Dusseldorf, 2009); il vincitore della prima World Rubik's Cube Champions (Budapest, 1982), un americano di origine vietnamita (Minh Thai), aveva terminato l'opera in ben 22,95 secondi. Lo stesso Zemdegs, al Melbourne Winter Open (2011),  ha portato a 5,66 secondi il suo record, come tempo singolo. In ancor meno secondi è riuscito nell'impresa l'olandese Mats Valk, allo Zonhoven Open (2013): di appena 5.55 il suo tempo singolo (più o meno quello che occorre, mediamente, per dare al cubo un’occhiata sommaria). Nel novembre del 2014 un sedicenne di Monfalcone, Mattia Furlan, ha conquistato a Vienna, durante l'Austrian Big Cube Open, il primato mondiale di velocità nella sistemazione dei 49 quadrati di ciascuna delle 6 facce di un cubo 7 x 7 (http://www.udine20.it/cubo-di-rubik-16enne-di-monfalcone-conquista-il-record-mondiale). Il tempo che c'è voluto per portare a termine l'impresa ha dell'incredibile: 2 minuti, 42 secondi e 59 decimi.
Supportati dalle tecniche di rotazione e di lubrificazione, si moltiplicano intanto i metodi di speed solving, sulle orme dei pionieri: Jessica Friedrich, David Singmaster, Guus Razoux Schultz. C'è chi, fra i tanti recordmen, è riuscito a risolvere l'“orrore ungherese”, con una sola mano, in meno di dieci secondi, e chi, con una benda calata sugli occhi o addirittura con i piedi, ce ne ha messi meno di trenta. Molti comuni mortali, oggi come un tempo, continuano intanto impenitenti a barare: «staccando le etichette colorate» (Morreale 2009: 267) e reincollandole altrove, oppure staccando i «cubetti del cubo […] perché le etichette non si incolla[no] più (ibid.).

Massimo Arcangeli

Bibliografia

Livio Mario, 20083, L'equazione impossibile, Milano, Rizzoli (prima ediz.: 2005; orig. ingl.: 2005).
Morreale Emiliano, 2009, L'invenzione della nostalgia. Il vintage nel cinema italiano e dintorni, Roma, Donzelli.
Singh Simon, 2014, La formula segreta dei Simpson. Numeri, teoremi e altri enigmi, Milano, Rizzoli (orig. ingl.: 2013).