LE OPERE

La Mirabile Visione

Bodleian Library - ms. Douce 134 Dal più raffinato collezionismo inglese lo straordinario manoscritto di Oxford datato 1460. Credenze, timori,speranze nel cuore della fede cristiana. Dal colore al sentimento, la testimonianza di un passaggio epocale.

Descrizione

Con la riproduzione in facsimile del ms. Douce 134 conservato presso la Bodleian Library di Oxford, l’Istituto della Enciclopedia Italiana arricchisce il patrimonio della collana «Tesori svelati» con una gemma unica nel suo genere. Si tratta di un codice in folio del XV secolo, miniato in oro, composto da 170 fogli (per un totale di 340 pagine), prodotto nella Francia sud-orientale, la cui ricchezza dell’apparato iconografico (ben 83 miniature, di cui 16 a tutta pagina) illustra un tema che ci avvicina alle celebrazioni per il settimo centenario della morte di Dante (2021). Infatti, il Douce 134 contiene il testo del Livre de la Vigne nostre Seigneur (il titolo viene dalla parabola dei lavoratori della vigna, Matteo 20, 1-16), un trattato in lingua franca sull’Anticristo, il Giudizio Universale, l’Inferno e il Paradiso, che evidenzia come il topos delle pene infernali abbia alimentato l’esegesi biblica, stimolando al contempo la fantasia degli artisti impegnati a supportarne il messaggio. Il manoscritto, arrcchito da citazioni in latino bibliche e patristiche (Agostino, Girolamo e Gregorio, Beda e Bernardo), con molte correzioni e inserzioni dell’amanuense, fu acquistato dal celebre collezionista Francis Douce nel 1823, come illustra nella Prefazione e nella Scheda codicologicaMartin Kauffmann, Direttore delle collezioni di libri antichi e rari e Curatore dei manoscritti medievali presso la Bodleian Library. Si tratta del secondo di due volumi, il primo dei quali, conservato presso la Bibliothèque Municipale di Grenoble, è stato identificato con il ms. 408 (337), che reca nel suo colophon la data «5 marzo 1463» e attesta che il secondo volume era già stato realizzato, stabilendo così per il Douce 134 un termine ante quem. Il facsimile è accompagnato, come di consueto, da un Commentario - corredato da 40 Tavole a colori -, ideato sotto la direzione scientifica di Tullio Gregory, comprendente, oltre ai già citati contributi di Kauffmann, un saggio introduttivo di Jean-Robert Armogathe sulla figura dell’Anticristo, seguito da un inquadramento di Francesco Santi a carattere storico-letterario sul Livre de la Vigne nella tradizione latino- medievale. L’analisi è completata dagli interventi di Marina Falla Castelfranchi, per la parte storico-artististica e iconologica, e di Chiara Franceschini, per l’esame delle miniature del Douce 134.

 

CARATTERISTICHE DEL FACSIMILE LA MIRABILE VISIONE
Ms. Douce 134: pergamenaceo, guardie cartacee (ff. i-iv), v + 165; Francia sud-orientale, 1460 circa
Volume mm 240 × 170 circa. Foliazione: i-v (moderna), 1-166 (originale, in numeri romani); f. 93 omesso erroneamente
(il manoscritto sicuramente non presenta una lacuna in questo punto)
Legatura con cucitura su quattro nervi, con un quinto nervo (falso) sul dorso rifoderato
Coperta di cuoio marrone decorato a secco con riquadri e rombi, con supplementare decorazione floreale incisa, montata
su assi di legno imbottite
Entrambi i piatti sono muniti di quattro borchie in ottone a forma convessa appiattita, fissate sul lato interno del piatto
Residui di chiusura a bindella e tenone: bindella recisa, ancorata sul taglio del piatto anteriore da una placchetta di ottone
fissata da quattro puntine di ferro; tenone collocato in posizione centrale sul piatto posteriore.

 

Una festa per gli occhi, una rinascita per l’anima; e proprio la cultura del Rinascimento europeo ha espresso questa autentica gemma da collezionisti raffinati. Vedere e sapere non sono solo un’associazione di idee, i due termini derivano dall’identico verbo greco: dunque la visione è una forma di conoscenza e il “visionario” è lo scopritore, il genio, il testimone. In quest’opera si raccolgono valori umani, religiosi, artistici. La sintesi è peculiare e affascinante, un possibile, ideale punto di incontro tra Dante e Giotto, collocabile prima di Michelangelo.

L’oggetto, elegante e prestigioso, costituisce una testimonianza straordinaria per la valenza storica e un autentico capolavoro per la gioia dei colori e la profondità delle suggestioni che regala.

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dati tecnici

Volume formato
cm 240x170
Tiratura limitata copie numerate a mano
299
miniature eseguite nello Scriptorium del monastero della Grande Chartreuse casa madre dell’ordine dei Certosini
83

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