19 ottobre 2020

l'Italia nel nuovo ordine globale

STORIA, POLITICA ESTERA E STRATEGIA

 

Progetto a cura del think tank Agenda in collaborazione con l’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani.

Coordinatore: Giuseppe Grieco

 

 

"Ogni Stato ha la sua politica, sia interna, sia estera. La discussione – anche nella stampa, nel consiglio di governo, in parlamento – è tanto più proficua quanto più è storica, quanto più dannosa, quanto più si basa sui dottrinarismi, su idola theatri, fori, specus, tribus. L'importanza pratica degli studi storici sta in ciò che essi – ed essi soltanto – danno allo Stato, al popolo, all'esercito, ecc. l'immagine di sé stessi. Lo studio della storia è il fondamento della preparazione e della formazione politica. L'uomo di Stato è lo storico pratico [...]". (J. G. Droysen, Istorica. Lezioni sulla enciclopedia e metodologia della storia (Milano-Napoli: 1966), 372).

 

Le sfide internazionali che l’Italia è chiamata ad affrontare - in un contesto globale in cui la rilevanza e l’influenza del paese (economica, politica e strategica) sono diminuite negli ultimi decenni - richiedono alle classi dirigenti di ripensare la posizione della penisola nel contesto internazionale alla luce di nuovi paradigmi, a partire dai tre pilastri su cui è stata impostata la politica estera repubblicana: integrazione europea, alleanza transatlantica e Mediterraneo allargato.

 

La centralità geografica dell’Italia nello spazio euro-mediterraneo e la profonda evoluzione degli scenari nella regione rendono urgente un’analisi pragmatica degli interessi nazionali in grado di accompagnare l’elaborazione di una  visione strategica aggiornata . A tale scopo è necessaria una riflessione che solleciti l’opinione pubblica e la classe politica ad occuparsi dei temi della sicurezza nazionale e della politica internazionale oltre la tradizionale narrazione e retorica (trasformata nei decenni, ma inalterata nella sostanza) centrata sul perseguimento del rango di grande o media potenza per l’Italia (rispettivamente nell'età liberale/fascista e nel periodo repubblicano). Tale ambizione, al contrario,  ha accompagnato sin dal Risorgimento l’immaginario politico italiano e continua a nutrire il discorso pubblico sulla politica estera. 

 

Se, come scriveva Federico Chabod, non esistono gli 'interessi permanenti' di un paese, ma solo 'interessi preponderanti' da valutare in un determinato contesto storico, mai come in questo periodo di trasformazioni globali, è necessario che il dibattito politico rifugga dalla ricerca di continuità eterne nella politica internazionale e guardi senza determinismi allo spazio geografico e politico in cui è collocata l'Italia, individuando principi, strumenti e risorse per raggiungere gli obiettivi del Paese.

 

Per un Paese che ha bisogno di ripensare la propria visione internazionale e adattare  le proprie priorità in uno sforzo di lungo periodo di fronte ad un mondo sempre più integrato e globalizzato, quale contributo può offrire il metodo storico per fomulare orizzonti e obiettivi  di politica estera attraverso i quali perseguire gli interessi del Paese ed invertire il processo di marginalizzazione dell’Italia? Quanto può essere utile una prospettiva storica per mettere a fuoco le ragioni del processo di integrazione europea e dunque ripensare il ruolo ‘geopolitico’ dell’Italia e dell’UE in un mondo in cui nazionalismo, protezionismo e progetti regionali di grandi potenze sembrano mettere in crisi il ‘rules-based international order’ così come lo conosciamo?

  

Nei paesi di cultura anglosassone, la possibilità di accesso al servizio diplomatico da un ampio spettro di background formativi, la presenza di numerosi centri di ricerca indipendenti nel campo della politica internazionale e la centralità che lo studio della Storia – ed in generale delle Humanities – ha sempre rivestito nella formazione delle classi dirigenti, hanno favorito non solo una maggiore interdisciplinarità nell’analisi della politica estera, ma soprattutto un interesse continuato per un approccio storico all’analisi degli scenari internazionali.

 

Al termine della prima guerra mondiale, di fronte alla necessità di raccogliere informazioni per affrontare le questioni discusse nelle conferenze di pace per ridisegnare l’ordine europeo, il governo britannico istituì un Historical Section all’interno del Foreign Office. Nel corso dei decenni questa struttura, tuttora operativa,  ha supportato l’attività del Foreign Office, non limitandosi ad attività di carattere accademico (pubblicazioni, giornate di studio, cura del materiale archivistico), ma venendo coinvolta anche  nell’attività di analisi e policy-making,  con l’obiettivo di offrire 'a long-term, policy-relevant perspective on international issues, and contribute to the collective knowledge and understanding of the FCO and British foreign policy'.

 

Alla luce di questa tradizione di policy, L'Italia nel nuovo ordine globale  costituisce un progetto di cultura della politica estera , finalizzato a valorizzare il ruolo del metodo storico nell’analisi della politica internazionale ed affermare la sua utilità per contestualizzare gli eventi internazionali, pensare nuovi scenari di politica estera, esaminare paradigmi consolidati da nuove prospettive, affinare nuovi strumenti concettuali per affrontare questioni di policy ed elaborare un pensiero strategico di lungo periodo per l’Italia, a partire dallo spazio euro-mediterraneo.

 

Il progetto sarà articolato in tre indirizzi d'azione (policy-making, research, outreach) attraverso seminari di studio, conferenze e lecture pubbliche, con l'obiettivo di elaborare un progetto di policy [1], produrre un research paper [2] e organizzare attività volte alla sensibilizzazione dell'opinione pubblica italiana alla cultura strategica e degli affari internazionali [3]:

 

[1] 

- Storia e Politica Estera in dialogo: prospettive di policy-making (da Ottobre 2020): seminari di discussione tra storici, diplomatici e studiosi di affari internazionali propedeutici alla preparazione di un policy paper - partendo da uno studio realizzato dall’Institute for government - che analizzi il ruolo della conoscenza storica nell’analisi della politica estera e nei processi di policy e proponga modalità per strutturare una collaborazione tra storici e policy-makers all’interno delle istituzioni italiane. Alcuni seminari saranno dedicati ad approfondire con ospiti stranieri le esperienze di collaborazioni tra storici, policy-makers e civil servants già in corso in altri paesi europei (ad es. History and Policy, Centre for Grand Strategy, Chatham House).

 

[2] 

- Italia Globale. Il Paese nelle trasformazioni mondiali (da Ottobre 2020): un ciclo di seminari di ricerca per esaminare - tra cesure, continuità e crisi - come è cambiata la posizione dell'Italia nello spazio globale, storicizzando la politica estera del Paese tra XX e XXI secolo ed offrendo indirizzi strategici sugli interessi e le priorità dell'Italia in un contesto internazionale in trasformazione.

L'obiettivo dei seminari - centrati su casi studio specifici - è quello di offrire occasioni di riflessione sull'importanza della storia nell'elaborazione di una riflessione coerente di lungo termine, ovvero una "grande strategia" finalizzata ad assicurare la sicurezza e prosperità del Paese di fronte alle nuove incertezze della politica globale e ai nuovi equilibri di potere che pongono in discussione il multilateralismo e l'ordine liberale internazionale.

Attraverso dialoghi tra storici e rappresentanti della politica e delle istituzioni, il ciclo di seminari ambisce ad offrire il contributo strategico della conoscenza storica alle istituzioni politiche, alla diplomazia e alla politica estera, realizzando un canale diretto di comunicazione e trasferimento di conoscenza tra la ricerca accademica, i processi di policy-making e i dibattiti politici in materia di affari internazionali. 

 

The Remaking of the World Order: Historians, Think tanks and Transnational Policy Networks (1919-1945)  (nel corso del 2021): convegno internzionale di ricerca sulla ricostruzione dell’ordine globale tra le due guerre mondiali e la fondazione di think tank ed istituti di affari internazionali impegnati nella ricerca di soluzioni ai problemi dell'ordine politico ed economico globale.

Il convegno tenterà di offrire una ricostruzione in chiave comparata e transnazionale dell’attività dei numerosi intellettuali, ed in particolare storici, europei che tra le due guerre mondiali si dedicarono all’analisi della politica internazionale, parteciparono alle conferenze di pace, collaborarono con i rispettivi governi nei processi di policy-making e promossero centri per lo studio della politica estera (ad es. Arnold Toynbee a Chatham House, Federico Chabod all'ISPI).

 

[3] 

Federico Chabod Lecture on History and International Politics (inizio 2021): lectio annuale di uno storico o di uno studioso di relazioni internazionali per offrire una prospettiva di lungo periodo su temi della politica globale. La lectio sarà seguita da una tavola rotonda di discussione. In particolare l'evento sarà dedicato ad esaminare le origini e le possibili evoluzioni dell'attuale ordine globale e del futuro dell'ordine liberale internazionale, a partire dall'analisi dei suoi principi normativi, presupposti intellettuali ed equilibri di potere. 

La lectio è intitolata a Federico Chabod (1901-1960), autore della Storia della politica estera italiana dal 1870 al 1896 (Bari: Laterza, 1951).

 

Il progetto è infine supportato da iniziative editoriali e scientifiche, tra cui:

 

- Collaborazioni editoriali con Treccani Libri.

 

- Approfondimenti e analisi sul magazine Treccani del think tank Agenda sulla politica internazionale tra XX e XXI secolo e sul ruolo dell'Italia negli scenari globali in trasformazione.

 

- Newsletter mensile Agenda Esteri con analisi dei principali scenari internazionali e sintesi dei più interessanti contributi dalla stampa internazionale. 

 

 

 

 

 

 

 

Immagine: "Grande Sfera", Arnaldo Pommodoro (1998), lungomare di Pesaro. Crediti: Wikipedia - Creative Commons 2.5 Generic

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