11 gennaio 2017

Aarhus e Pafos, Capitali Europee della Cultura 2017

La danese Aarhus e la cipriota Pafos saranno le Capitali Europee della Cultura nell’anno 2017; prenderanno il testimone dalla polacca Wroclaw e dalla spagnola San Sebastian scelte per il 2016. Per Cipro si tratta della prima volta che una sua città ottiene questo riconoscimento europeo così importante a livello comunitario e internazionale. Per l’Italia, invece, si attende il 2019 con l’investitura ufficiale di Matera, che condividerà il ruolo di Capitale della Cultura insieme alla bulgara Plovdiv. Dal 1985, quando prese avvio con Atene, sono finora 54 le città europee che hanno ottenuto questo prestigioso riconoscimento.

La cerimonia d’inaugurazione ufficiale si terrà rispettivamente il 21 gennaio ad Aarhus e il 28 a Pafos: l’apertura sarà dedicata al tema "Mito e religione" , con la messa in scena della storia di Pigmalione e Galatea e di altri racconti in uno spettacolo di musica e danza.

Nella cittadina danese il tema dell’anno è dedicato a “Let’s Rethink”, ovvero come arte e cultura possono aiutare a ‘ripensare’ i modelli sociali, urbani, culturali ed economici, costruendo un modello di sviluppo sostenibile che consenta di vincere le sfide del futuro. Durante l’inaugurazione, che porrà un’attenzione particolare verso i bambini e la loro capacità di immaginare il futuro, si svolgerà un Forum mondiale sulla creatività e un Festival internazionale di letteratura per l’infanzia. A Pafos, invece, terra d'incontro tra Occidente e Medio Oriente, il tema scelto è “Open Air Factory”: la città si trasformerà in una grande ‘fabbrica’ all’aperto volta a favorire l’incontro e lo scambio culturale tra i popoli per alimentare il dialogo e avvicinare le culture, unendo così la tradizione di un passato millenario alla creatività attuale.

"Il titolo di Capitale Europea della Cultura costituisce un'opportunità unica per unire le comunità" e "per promuovere, a livello locale, europeo e internazionale, solidi partenariati per il futuro", ha dichiarato il commissario UE alla Cultura Tibor Navracsics. Fin dalla sua istituzione questo titolo ha rappresentato non soltanto un prestigioso riconoscimento, ma anche la possibilità di svolgere un ruolo di guida a livello istituzionale che pone al centro la cultura per promuovere lo sviluppo, favorire lo scambio e il dialogo multiculturale e accrescere nei cittadini il senso di appartenenza ad uno spazio culturale comune.

 


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