01 agosto 2016

Addio VHS, stop alla produzione di videoregistratori

Non se ne sentiva parlare da almeno una decina d'anni, eppure i videoregistratori - gli apparecchi collegati al televisore di casa con cui negli anni ’80 e ’90 si guardavano i film e si registravano i programmi tv, esistono ancora, sebbene non per molto. Infatti nei giorni scorsi sul quotidiano giapponese Nikkey è uscita la notizia che l'ultima azienda ad averli ancora in catalogo, la Funai Electric, cesserà di produrli entro la fine del mese. La compagnia, che dal 1983 sforna videoregistratori sia col proprio marchio sia per conto di altre società tra cui Sanyo, si è dovuta arrendere al calo delle vendite, oltre che alla difficoltà di reperire alcune componenti necessarie alla produzione. Se ai tempi d'oro Funai arrivava a commercializzare quindici milioni di videoregistratori all'anno, nel 2015 la cifra è scesa a 750 mila unità. Cifre che, nonostante tutto, sono comunque significative  visto che con il progresso della tecnologia nel corso degli anni le videocassette Vhs sono state soppiantate prima dai DVD e poi dai Blu-Ray, per poi arrivare oggi, grazie a Internet e alla banda larga, al video on demand come dimostrano aziende del calibro di Netflix, che consentono di vedere contenuti non solo sulla tv, ma anche su pc, tablet e smartphone. La fine della produzione da parte della Funai Electric arriva esattamente un anno dopo i festeggiamenti per i quaranta anni del videoregistratore a uso domenistico. Era il 1975 quando Sony lanciava il Betamax (il 10 maggio in Giappone, il 7 giugno negli Usa e tre anni dopo in Europa), innescando non solo una rivoluzione nei consumi ma anche la prima grande “guerra” tra formati elettronici. Una guerra per la conquista del mercato dell'home video che il Betamax, da pioniere, perse davanti a un altro formato: il Vhs, lanciato ad appena un anno di distanza, nel '76. Il Betamax fu l'antesignano dell'odierno “on demand”: permetteva infatti per la prima volta di guardare un film a casa nel momento desiderato e soprattutto consentiva di registrare un programma tv per poterlo rivedere ogni volta che si voleva. Tuttavia il Vhs ebbe la meglio, per via di elementi tecnici ma soprattutto per le scelte adottate da Jvc, la casa di produzione. Le videocassette Vhs avevano una durata maggiore (4 contro un'ora o poco più del Beta) e la Jvc decise di cedere la licenza di fabbricazione di Vhs a tutte le industrie che volevano produrre videoregistratori. Il prezzo degli apparecchi scese, i consumatori cominciarono a preferirlo, e le case cinematografiche iniziarono a produrre un maggiore numero di copie di film in formati compatibili per il Vhs. In più sul formato di Sony cadde una scure legale non da poco: Universal Studios e Disney avviarono una causa sulla possibilità che gli utenti potessero registrare materiale con copyright. Solo nel 1984 il videoregistratore fu dichiarato “non colpevole” di pirateria. Davanti alla diffusione del Vhs a fine anni '80 anche Sony si arrese, cominciando a produrre apparecchi compatibili col Vhs.

 


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