14 luglio 2014

Al Mart la prima (ma non ultima) Grande guerra

Parlare della Grande guerra, ma anche di tutte le guerre che hanno scandito il corso del Novecento e che sono purtroppo ancora protagoniste delle cronache contemporanee, all’insegna della contaminazione dei generi e delle produzioni, andando oltre la semplice, per quanto valida, documentazione di un evento. E liberi dalla gabbia stretta della cronologia, con inediti riverberi tra passato e presente. Questo in sintesi l’ambizioso progetto in preparazione per l’autunno al Mart di Rovereto in occasione del centenario della Prima guerra mondiale, articolato in tre mostre. La più corposa La guerra che verrà non è la prima trae spunto per il titolo dalla celebre poesia di Bertold Brecht, che continuava così:“Prima ci sono state altre guerre. Alla fine dell’ultima c’erano vincitori e vinti. Fra i vinti la povera gente faceva la fame. Fra i vincitori faceva la fame la povera gente egualmente”. Un’esposizione con una doppia anima, storica e contemporanea, in cui l’itinerario espositivo si sostanzia di arte, storia, e antropologia; i documenti e i reperti della guerra, le fotografie, i manifesti, le cartoline entrano in relazione con esperimenti artistici contemporanei, installazioni audiovisive e sonore, in un contrappunto che nel delineare le specificità del tragico evento di inizio Novecento ne mette in luce il devastante orrore che l’accomuna a tutte le guerre. Alla Casa d’arte futurista Depero è ospitata invece la mostra Calpestare la guerra, 50 tappeti provenienti dall’Afghanistan e prodotti a partire dal 1979, dopo l’invasione sovietica: l’arte tradizionale si intreccia con le rappresentazioni della guerra, motivi decorativi antichi con iconografie recenti e aggressive, tra carri armati, Kalashnikov ed elicotteri: i ‘tappeti di guerra’ diventano dunque straordinari documenti storici e sociali, strumenti celebrativi a volte, ma anche racconto simbolico. Afterimage. Rappresentazioni del conflitto - progetto vincitore di CXC Call for Curators, il bando nazionale per curatori under 35 indetto dal Mart lo scorso autunno – indaga invece sul ruolo dell’immagine e sulle sue potenzialità; tra documentazione e propaganda il racconto per immagini che caratterizza così fortemente la società contemporanea ha comunque uno straordinario potere di persuasione, che può essere più o meno consapevolmente usata per condizionare il consenso.


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