05 dicembre 2013

Amazon e i suoi droni

Che Amazon stia pian piano conquistando il mondo non è più una novità. Il fondatore della società, Jeff Bezos, dopo aver acquistato il Washington Post, ha deciso di stupire di nuovo tutti lanciando “Amazon Prime Air”, l'ambizioso progetto del colosso americano per riuscire, entro 4 o 5 anni, a utilizzare un mini-drone per consegnare i pacchi a casa nel giro di mezz’ora dall’ordine. Sembra fantascienza, la trama di un film o solo la fantasia di un uomo visionario. Sembrerebbe invece un'idea fattibile sul lungo periodo.

Sul sito della società è stato postato da qualche giorno un video che mostra una sperimentazione, il test effettuato con un mini-elicottero radiocomandato che scarica un pacco nel giardino di una casa. Si vede un cliente che ordina dal tablet un prodotto con l’opzione di consegna “Prime Air”. L'azione si trasferisce poi nel magazzino della società dove il prodotto viene messo dentro una scatola di plastica gialla. Un mini-elicottero radiocomandato con 8 eliche azionate da motori elettrici aggancia la scatola e la trasporta fino al giardino del cliente. Da Amazon garantiscono che la consegna sarà effettuata in mezz'ora. “Lo so che può sembrare fantascienza, ma non è così - ha detto Bezos -. Noi possiamo consegnare in mezz’ora e possiamo trasportare oggetti fino a 2-3 chili, cioè l’86% di quelli che consegniamo”. I mini-droni (soprannominati Octocoper) possono volare nel raggio di 16 km dai magazzini, avendo così accesso a una gran parte della popolazione in una zona urbana.

Il video e la notizia del progetto ha creato reazioni discordanti in tutto il mondo, la maggior parte delle quali abbastanza scettiche sulla riuscita in tempi brevi della messa a punto. La domanda che un po' tutti si sono fatti è: sarà davvero possibile nel prossimo futuro (Bezos vorrebbe, addirittura, far partire il primo ordine via drone nel 2015) veder sfrecciare nel cielo centinaia di droni-corriere che consegnano la posta? E poi una questione più terra terra, ma altrettanto importante, soprattutto di questi tempi: che fine faranno i corrieri in carne e ossa? Il numero uno della società si è difeso sfoderando la carta ambientalista. Il vantaggio dei mini-droni/corrieri va letto in termini di risparmio di emissioni inquinanti: “È molto ecologico, molto meglio che i camion su strada per i trasporti”, ha sottolineato Bezos.

Nonostante l'ambizione del capo di Amazon, il progetto è ancora in fase embrionale e richiede test di sicurezza supplementari, nonché l’approvazione delle autorità americane dell’aviazione (la Federal Aviation Administration, FAA). Anche qualora Amazon dovesse ottenere tutte le autorizzazioni previste dalla legge, Bezos dovrà affrontare la parte logistica del progetto. Vi immaginate un esercito di droni che ogni giorno sfrecciano sui nostri cieli. Le città in cui viviamo, soprattutto se pensiamo agli Stati Uniti, sono un dedalo di ostacoli, non solo per pedoni e automobilisti, ma anche per i piccoli e simpatici droni: edifici altissimi, monumenti, montagne, aeroporti, zone militari. Sicuramente non sarà come bere un bicchier d'acqua. Bezos dovrà intavolare accordi logistici con le autorità locali. Per non pensare agli incidenti. Sicuramente potrà capitare che uno o due droni, sicuramente non sotto l'effetto dell'alcol, si scontrino cadendo a terra provocando chissà quali danni a persone e cose.

Ma le scartoffie burocratiche sono solo uno dei tanti problemi che Bezos dovrà affrontare in futuro. La gestione degli ordini è uno dei tanti. Amazon punta il tutto e per tutto alla consegna in giornata, si parla di massimo 30 minuti. È un'idea che ai consumatori e ai fruitori dell'e-commerce piace ed entusiasma, ma è pressoché impossibile e finora mai portata realmente a termine. Oggi gli ordini vengono smistati in grandi hub e poi da lì prelevati da corrieri che portano il pacco a casa nel giro di pochi giorni. Finora questo metodo ha sempre funzionato, anche se su gomma, quindi con tutti i contro: inquinamento ambientale, costo del carburante, costi di manutenzione dei mezzi, imprevisti su strada (traffico, incidenti, condizioni meteo avverse) e tanti altri. Bezos sicuramente avrà messo in conto, però, che i suoi droni potranno pure far bene all'ambiente ma i costi di certo non diminuiranno. Se i piccoli elicotterini targati Amazon dovranno effettuare consegne in mezz'ora percorrendo massimo 15/16 chilometri, la società dovrà aprire tante succursali nei centri abitati, in modo da smistare al meglio gli ordini. E qui, quindi, si aggiungono costi di gestione diretti delle strutture e l'assunzione di nuovi dipendenti.

Insomma, calcolatrice alla mano, non è ancora chiaro se il progetto converrà alle casse di Amazon. In molti hanno pensato che si tratti di un’enorme espediente pubblicitario. La notizia è stata data proprio a ridosso del Black Friday e del Cyber Monday (due giorni fondamentali per lo shopping americano) e praticamente sotto Natale. Si tratta, molto probabilmente di un cambio d’immagine, di una buona pensata per far aumentare le vendite durante le festività. In questi giorni l’azienda era finita nella bufera per un servizio della Bbc che denunciava come i dipendenti nel Regno Unito fossero a rischio di problemi mentali e fisici per l’eccessivo carico di stress a cui sono sottoposti. La novità dei droni sembra quindi essere stata rivelata al mondo proprio nel momento più giusto. Riuscirà Bezos nella sua impresa? Fra qualche anno sapremo la risposta.


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