17 maggio 2016

Amazon lancia la sfida a Youtube

Con una mossa a sorpresa il colosso dell'e-commerce ha ufficialmente svelato la propria piattaforma di condivisione video, battezzata Amazon Video Direct, che grazie a un articolato sistema di retribuzione delle royalties si candida a diventare il più agguerrito concorrente del servizio targato Google.

«Questo è un fantastico periodo per essere un creatore di contenuti», ha affermato Jim Freeman, vice presidente di Amazon Video, intervenuto alla conferenza stampa di presentazione. «Non sono mai esistite così tante modalità di distribuzione, e con Amazon Video Direct, per la prima volta, ci sarà un’opzione ‘self-service’ attraverso la quale i videomaker potranno offrire i loro prodotti tramite sottoscrizione di un abbonamento ‘platinum’. Siamo entusiasti di aiutare i creatori di contenuti a trovare il loro pubblico, e di aiutare il pubblico a trovare contenuti nuovi e di qualità». Gli utenti di Amazon Video Direct possono infatti scegliere tra quattro diverse modalità di distribuzione: la prima prevede che il video sia reso accessibile ai soli iscritti di Prime Video (che contiene tutte le produzioni targate Amazon), con ricompense basate sul numero di ore di visualizzazione; la seconda consente all'utente di vendere il proprio contenuto come add-on attraverso lo Streaming Partners Program; la terza permette di rendere il proprio filmato disponibile per la vendita o il noleggio; la quarta, infine, prevede la diffusione gratuita dell’opera a tutti gli utenti di Amazon, nel qual caso agli autori verrà corrisposto il 55% delle inserzioni pubblicitarie (un modello già adottato da Youtube). L’annuncio arriva a ridosso della decisione di Amazon di introdurre un abbonamento mensile (8,99 dollari) alla piattaforma Prime Video, servizio che precedentemente poteva essere acquistato soltanto dietro il pagamento di un’iscrizione annuale da 99 dollari: una novità che, seppur limitata alle nazioni in cui il servizio è attualmente disponibile (Stati Uniti, Germania, Regno Unito, Austria e Giappone), in breve tempo potrebbe aggiungere decine di milioni di nuovi abbonati al già vasto bacino di utenti di Amazon, convincendo una nuova generazione di videomaker a farne il canale privilegiato attraverso cui diffondere le proprie opere.

 


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