25 luglio 2019

Anche la condensa scalda

Un nuovo studio di ricercatrici del Deutsches Zentrum für Luft- und Raumfahrt (ossia l’agenzia spaziale tedesca) discute dell’impatto della strategia di riduzione delle emissioni di gas serra, che costituisce oggi la priorità nel tentativo dell’umanità di contenere il riscaldamento globale della Terra, sugli effetti climatici provocati dal traffico aereo.

Si giunge alla conclusione che se il traffico aereo è destinato ad aumentare secondo le previsioni nei prossimi decenni, sia l’efficientamento del carburante, sia la riduzione delle scorie di combustione avranno effetti limitativi del riscaldamento in parte compensati dall’incremento delle scie di condensa, sulle quali l’efficientamento non produce effetti rilevanti, la riduzione delle scorie incide meno significativamente di quanto si sperasse, e che lo stesso riscaldamento derivante dai gas serra attenua meno di quanto in precedenza previsto.

Come le stesse ricercatrici avevano mostrato in loro precedenti studi, le scie di condensa dei velivoli con propulsione a getto, che dalla metà del secolo scorso dominano la navigazione aerea in tutto il mondo, infatti, essendo tendenzialmente lineari, invece di limitare il riscaldamento come le normali nuvole, lo incrementano, anche se la durata dell’effetto è limitata dalla loro rapida dispersione (mentre i gas serra producono effetti per migliaia di anni).

Benché l’effetto sul clima delle scie di condensa non sia neppure lontanamente paragonabile a quello dell’emissione antropica di gas serra, lo studio induce comunque a considerare anche possibili limitazioni dello sviluppo del traffico aereo nel quadro delle tecniche di prevenzione della catastrofe ambientale planetaria che s’intravede approssimarsi entro il volgere del secolo.

 

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