28 marzo 2019

Antonello da Messina e Giovanni Battista Cavalcaselle

Antonello da Messina e Giovanni Battista Cavalcaselle: un incontro fortunato a distanza di secoli grazie al quale l’opera di uno dei più straordinari artisti quattrocenteschi, il “pittore non umano” nella definizione del figlio, venne scoperta e ci fu restituita nella sua interezza per la prima volta. Di Antonello sono sopravvissute poche opere, solo trentacinque, sparse per il mondo, e ora diciannove di esse sono esposte, fino a giugno, al Palazzo Reale di Milano. La “guida” alla sua opera è affidata appunto a Cavalcaselle, il maggiore storico italiano dell’Ottocento, che nelle sue perenni peregrinazioni per l’Italia e per il resto dell’Europa – in seguito alla sua partecipazione all’insurrezione del 1848, peraltro, dopo essere scampato a una condanna a morte visse in esilio per diversi anni – studiò, analizzò e ricompose il lavoro del maestro siciliano, individuando suoi capolavori ad altri attribuiti, collocandoli cronologicamente, reinserendoli nei loro rapporti con l’arte europea coeva e indicandone i tratti distintivi e inconfondibili.

Fu il caso per esempio del S. Girolamo nello studio, all’epoca in collezione Baring a Londra, quindi di proprietà della National Gallery e ora in prestito a Milano, per secoli attribuito a Jan van Eyck. Certamente forte fu l’influenza dei fiamminghi su Antonello, anche lui buon viaggiatore che li aveva scoperti a Roma. Ma con metodo moderno, dopo una prima intuizione grazie al suo sguardo acuto che gli fece annotare da subito nel suo taccuino “pare italiano”, Cavalcaselle iniziò a studiarne e riprodurne in suoi disegni ogni dettaglio – le finestre, i colori, ogni singola figura, le colonne, la qualità del legno della tavola, il panneggio del mantello, la luce e l’uso della prospettiva – fino alla conclusione definitiva: quel quadro s’ispirava sì alla scuola fiamminga, ma era di Antonello, che egli conosceva già per precedenti viaggi in Sicilia e altrove.

Sono quindi i disegni del critico e le sue annotazioni a margine delle varie opere in esposizione che vengono presentati nella mostra milanese, e che aiutano così a comprendere l’unicità della pittura del siciliano, rispetto ad altri maestri suoi contemporanei, con lo stesso metodo analitico adottato da Cavalcaselle.

 

Antonello da Messina. Dentro la Pittura, Milano, Palazzo Reale, fino al 2 Giugno 2019

 

Immagine: Antonello da Messina, S. Girolamo nello studio. Crediti: © Copyright The National Gallery, London 2019, [Public domain], attraverso Wikimedia Commons

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