5 febbraio 2018

Batteri sempre più resistenti

È uscito da pochi giorni il primo rapporto sulla antibiotico-resistenza realizzato dal Global Antimicrobial Resistance Surveillance System (GLASS), un sistema di sorveglianza dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), creato con l’obiettivo di monitorare tale fenomeno assai preoccupante. A 89 anni esatti dalla scoperta di Alexander Fleming, infatti, il problema, già noto da tempo, dello svilupparsi di una resistenza tenace da parte di alcuni batteri a queste ‘miracolose’ sostanze sta assumendo connotazioni di sempre maggiore gravità.

Secondo i dati di questa prima indagine, che si riferisce al biennio 2016-17, sono infatti 500.000 le persone che nei Paesi presi in considerazione, sia ad alto sia a basso reddito, presentano infezioni batteriche che non si riesce a sconfiggere; i batteri più resistenti al momento individuati sono l’Escherichia coli (ospite nell’intestino umano), il Klebsiella pneumoniae (che può causare la polmonite), lo stafilococco aureo, lo Streptococcus pneumoniae (anch’esso causa della polmonite) e la Salmonella spp.

I risultati sono però ancora molto parziali, perché riguardano un numero limitato di Paesi e non prendono in considerazione il Mycobacterium tuberculosis, causa della TBC (monitorato tuttavia sin dal 1994), e pertanto la situazione è più grave di quanto il rapporto racconti. Infatti, dei 52 Paesi che hanno aderito al GLASS – di cui 25 ad alto reddito, 20 a medio e 7 a basso – solo 22 hanno fornito informazioni riguardo alla resistenza: Bahrain, Bosnia ed Erzegovina, Canada, Egitto, Finlandia, Georgia, Germania, Giappone, Lettonia, Libano, Madagascar, Malawi, Norvegia, Filippine, Repubblica della Corea, Sudafrica, Svezia, Svizzera, Tailandia, Repubblica di Macedonia, Tunisia, Zambia. L’Italia non fa ancora parte del sistema (come anche Francia, Spagna, Irlanda e Portogallo), pur essendo uno dei Paesi che in Europa fa maggior ricorso all’uso (e abuso) di antibiotici. Se non si scopriranno nuovi farmaci accessibili a tutti, sostiene l’OMS, nel 2025 i decessi dovuti a malattie infettive non più curabili potrebbero diventare un milione all’anno, un numero destinato a crescere nel corso degli anni in ordine geometrico. 

 

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