29 ottobre 2019

Bram Stoker’s Dracula: sessualità femminile e angoscia maschile

Nato durante il XVIII secolo con il romanzo di Horace Walpole, Il Castello di Otranto (1764), il genere letterario del romanzo gotico «exposes and explores the desires, anxieties, and fears that both society and the individual, in their striving to maintain stability, attempt to suppress» (‘espone ed esplora i desideri, le ansie e le paure che sia la società che l’individuo, nello sforzo di mantenere una stabilità, cercano di sopprimere’; G. Byron, Dracula: Contemporary critical essays, Basingstoke: Macmillan, 1999, p. 2). La libertà di espressione offerta da questo genere può verosimilmente spiegare la sua ricomparsa e popolarità durante il fin de siècle dell’epoca vittoriana, un periodo caratterizzato da una diffusa preoccupazione per lo stravolgimento di strutture fino ad allora considerate sicure, dal declino di istituzioni secolari come l’Impero britannico alla degenerazione dei confini nei ruoli di società e genere. Il romanzo epistolare di Bram Stoker, Dracula (1897), contiene tutte le caratteristiche tipiche del romanzo gotico e si dimostra di particolare importanza per comprendere le preoccupazioni della società vittoriana riguardo alla figura di una donna libera e sessualmente emancipata.

Nonostante sia ricco di tabù e immagini sessualmente esplicite, si può affermare che lo scopo del romanzo di Stoker sia quello di incoraggiare un insieme di valori radicati nel predominio patriarcale e nella repressione della libertà delle donne, un fine che rispecchia le opinioni conservatrici dell’autore, espresse in The Censorship of Fiction (1908) nel quale egli afferma «If the criminality and amorality of Woman cannot be restrained voluntarily, it must be enforced» (‘se la criminalità e immoralità di Donna non può essere frenata volontariamente, deve essere imposto’; citato in R. Stott, The fabrication of the late-Victorian femme fatale: The kiss of death, Basingstoke: Macmillan, 1992, p. 61). Questo pensiero può essere riscontrato nella rappresentazione delle donne in Dracula, in particolare delle donne vampiro. Esse sono costruite come un’inversione della donna ‘corretta’; associandole a immagini di ‘voluptuousness’, ‘malice’ e ‘death’ (pp. 45, 226), Stoker elabora per il lettore una rappresentazione della donna come corrotta da una devianza sessuale, e in una perversione del ruolo materno assegnato alle donne vittoriane, le vampire di Dracula si nutrono di neonati.

Entrambi i personaggi femminili principali, Mina e Lucy, subiscono un’aggressione da parte di Dracula, ma mentre Mina viene purificata attraverso la morte di Dracula dopo che il vampiro l’aveva resa ‘Unclean!’ (p. 316), Lucy muore e diviene lei stessa un vampiro, in ciò che potrebbe essere interpretato come una prova della predisposizione di Lucy verso la promiscuità sessuale, una predisposizione evidenziata ad esempio dall’idea da lei sostenuta che una ragazza debba avere la possibilità di sposare tre o più uomini (p. 67). Prima di trasformarsi, Lucy viene sottoposta a numerose trasfusioni di sangue da parte del Dr Van Helsing e dei suoi compagni: un atto sessualizzato che potrebbe essere letto come una violazione del suo corpo e che può essere considerato particolarmente problematico se si tiene conto che due di quegli uomini erano stati respinti romanticamente da Lucy: la loro partecipazione alla trasfusione potrebbe essere vista come un tentativo di ‘penetrare’ una donna a loro non accessibile. La violazione inflitta al corpo di Lucy si aggrava con l’uccisione della sua forma Non-Morta, disumanizzata e descritta come ‘Thing’ (p. 230).

Nella sua interpretazione delle azioni degli uomini, Christopher Craft (‘Kiss Me with Those Red Lips’: Gender and Inversion in Bram Stoker’s Dracula, in G. Byron, Dracula: Contemporary critical essays, Basingstoke: Macmillan, 1999, pp. 93-116) propone:

 

«Even the loss of this much blood does not finally enervate a masculine energy as indefatigable as the Crew of Light’s [...] [Van Helsing]’s logic of corrective penetration demands an escalation, as the failure of the hypodermic needle necessitates the stake. A woman is better still than mobile, better dead than sexual» (‘Persino la perdita di così tanto sangue non indebolisce definitivamente un’energia mascolina tanto instancabile quanto quella della Crew of Light […] La logica di penetrazione correttiva di [Van Helsing] esige un’intensificazione, in quanto il fallimento dell’ago ipodermico richiede il paletto. Una donna è meglio ferma che mobile, meglio morta che sessuale’; p. 106).

 

Questo spiega la ferocia della scena, la quale assomiglia a uno stupro in cui il marito virtuoso penetra la donna corrotta e la purifica sottomettendola definitivamente.

Si può quindi affermare che il destino di Lucy rappresenta perfettamente l’utilizzo da parte di Stoker di elementi fantastici per esorcizzare una fonte di angoscia morale. In questo caso, quella di una donna libera e sessuale.

 

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