20 ottobre 2015

Cacciatori di lupi cercasi

Il governo francese ha approvato l’arruolamento di un team di cacciatori per contrastare la diffusione dei lupi lungo le Alpi francesi, accogliendo in questo modo la richiesta di pastori e contadini le cui greggi subiscono sempre più frequentemente gli attacchi di questi animali selvatici. Una decisione duramente contestata dagli ambientalisti, secondo cui la delibera rappresenta uno sfregio al diritto comunitario e un pericolo per il delicato equilibrio dell’ambiente naturale alpino.

Il provvedimento è arrivato a ridosso di quattro giornate di proteste, durante le quali contadini e allevatori dell’Alta Provenza avevano chiesto a gran voce al governo di intervenire per contrastare il numero crescente di attacchi avvenuti durante l’estate – protesta culminata con l’invasione pacifica delle strade di Parigi e il sequestro simbolico del direttore di un parco nazionale delle Alpi. Per comprendere l’esasperazione dei contadini della regione, basti pensare che nel 2014 si stima che più di 8500 animali siano stati uccisi dai lupi, un danno che nel 2012 si è tradotto in ben 15 milioni di euro di risarcimento sborsati dal governo agli allevatori: numeri destinati sicuramente ad aumentare alla fine dell’anno corrente.

Un fenomeno che ha spinto il governo francese ad autorizzare l’abbattimento di un numero ristretto di esemplari – non più di 36 entro la fine del 2015: compito affidato a un team formato da cinque cacciatori professionisti, ai quali è bastata una settimana per prendere di mira un piccolo branco formato da tre adulti e tre cuccioli. Un modus operandi che ha suscitato immediatamente lo sdegno degli ambientalisti, che al contrario auspicano l’istituzione di riserve di caccia sul modello africano entro le quali i lupi (ma anche gli orsi) possano vivere in armonia con il proprio habitat senza la necessità di sconfinare negli insediamenti umani alla ricerca di cibo.

 


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