12 maggio 2017

Calcio e tecnologia: la VAR in Serie A nella prossima stagione

Al termine dell’ultimo Consiglio federale della FIGC, il presidente dell’Associazione italiana arbitri, Marcello Nicchi, ha annunciato che la VAR (Video Assistant Referees) scenderà in campo a pieno regime a partire dalla prima giornata del prossimo campionato di Serie A. Manca solo l’autorizzazione da parte dell’IFAB, l’organo deputato a stabilire tutte le modifiche e le innovazioni delle regole del gioco del calcio, ma tutto lascia pensare che si tratti di una semplice formalità. D’altronde il presidente della FIFA, Gianni Infantino, ha subito fatto eco alle parole di Marcello Nicchi, confermando che la VAR sarà operativa anche ai Mondiali di Russia 2018.

Come funziona la VAR? In poche parole, l’arbitro potrà chiedere aiuto a due collaboratori, seduti in tribuna all’interno di una postazione televisiva riservata, su una situazione di gioco dubbia e, dopo aver ricevuto, nel giro di pochi secondi, comunicazione di quanto emerge dalla visione dei filmati, potrà riservarsi di cambiare la propria decisione e di assumere il provvedimento corretto.

Per non snaturare del tutto lo spirito del gioco del calcio, l’utilizzo della VAR è stato limitato soltanto a quattro categorie di valutazioni errate o di situazioni sfuggite al controllo dell’arbitro, ovvero a quegli episodi in grado di alterare l’esito regolare della gara: segnatura di una rete irregolare, calcio di rigore non concesso o accordato ingiustamente, infrazioni che comportano l’espulsione diretta di un calciatore, scambio di identità (l’arbitro ha ammonito o espulso il calciatore sbagliato).

Inoltre, per poter essere oggetto di revisione, l’errore commesso dall’arbitro deve essere chiaro, nel senso che non deve trattarsi di un episodio di dubbia interpretazione. Nelle situazioni sopra indicate potrà essere soltanto l’arbitro - non le squadre, come accade in altri sport - a richiedere la revisione dell’episodio, di propria iniziativa o su suggerimento dei suoi assistenti o dei suoi collaboratori posizionati in tribuna davanti al monitor. L’arbitro potrà rivedere l’episodio incriminato a velocità normale (per meglio valutare l’intensità di un fallo, la volontarietà di un tocco di mano ecc.) oppure al rallentatore (ad esempio, per stabilire se un fallo sia avvenuto dentro o fuori l’area di rigore).

Naturalmente è previsto un limite massimo entro il quale una determinata decisione potrà essere rivista: la VAR non potrà tornare indietro all’infinito ma soltanto fino al momento in cui la squadra che stava attaccando quando si è verificato l’episodio controverso (una rete, un presunto fallo in area di rigore ecc.) ha ottenuto il possesso del pallone per far partire l’azione incriminata. Se l’arbitro intende rivedere un’azione di gioco ma questo è ancora in svolgimento, dovrà interromperlo in un momento in cui nessuna delle due squadre si trovi nelle condizioni di dar vita a un’importante azione d’attacco. A quel punto l’arbitro, dopo aver interrotto il gioco, potrà scegliere se rivedere l’episodio controverso attraverso una videocamera a bordo campo o se confrontarsi con i suoi collaboratori in “cabina di regia”. In ogni caso la decisione finale spetterà sempre e comunque all’arbitro.

 


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