12 luglio 2017

Chengdu, capitale paradisiaca

Una metropoli ordinatissima e pulitissima accoglie i viaggiatori in cerca della Cina più cosmopolita e tecnologica, ma anche di emozioni e di sorprese generate da un popolo operoso e rispettoso delle tradizioni.

Capoluogo della provincia del Sichuan e quarta città più popolosa del Paese con quasi 15 milioni di residenti, Chengdu è uno dei più importanti centri economici, snodo strategico per trasporti e comunicazioni. La fertile piana su cui si ergono modernissimi grattacieli accanto a case e quartieri che ricordano una Cina più ancestrale, non a caso si chiama Tian fu zi guo, ovvero la “zona paradisiaca”.

Il modo migliore per godere appieno di una giornata fuori dagli schemi e dal traffico, seppur regolatissimo, della città, è prendere l’antico treno a vapore JiaYang, con partenza da QianWei, a tre ore di pullmino da Chengdu. Una gita fuori dagli schemi, tanto da rendere quasi sconosciuta questa attrazione, per un piacevole ritorno al passato e a riti ormai quasi del tutto scomparsi. Insieme a pochi turisti cinesi, si arriva alla piccola stazione che pare uscita da un film degli anni Trenta. La locomotiva, con i suoi pochi vagoni di stampo antico – panchette di legno e piccoli tavolini dove degustare le delizie delle contadine, che offrono pannocchie, tocchetti di zucca e altre verdure coltivate nei campi di questa zona rurale e verde – attende sbuffando pennacchi di vapore, il ferroviere con cappellino e tuta d’ordinanza, gesticola dal finestrino invitando tutti a salire. Si parte.

Le due ore passate sul treno sono un piacevole percorso nella natura solo in parte addomesticata dai pochi contadini che ancora vivono in queste zone. Si scende nell’ultima tappa, per visitare il museo storico che racconta le epiche gesta di chi ha costruito i binari e permesso il commercio e la modernizzazione della zona, con reperti, foto e mirabilia di grande interesse, e ricostruzioni storiche delle case dei ferrovieri, dei caselli, di tutto un mondo che qui trova ancora il piacere del ricordo.

Riprendendo il cammino con più moderni mezzi di trasporto, nel rientro verso Chengdu la sosta obbligata è a Leshan, nel punto in cui confluiscono i fiumi Minjiang, Dadu e Qingyi, per ammirare il Buddha gigante, la statua di pietra di Buddha Maitreya seduto più grande al mondo. Il modo più comodo per godere la vista è dall’acqua, sui battelli che attendono i turisti per portarli di fronte alla straordinaria opera scolpita nella roccia del Monte Leshan. Chi vuole invece dare un senso più mistico e più vissuto alla visita, scenderà in fila indiana con i tanti asiatici (qui quasi nessuno parla inglese) i gradini che conducono alla statua. Tutti, credenti o meno, accesi gli incensi di purificazione ai piedi della statua, dopo avere riguadagnato l’uscita attraverso una salita spettacolare nella roccia, si soffermano al mercatino sovrastante, dove provare i piccoli assaggi di delizie cinesi e curiosare tra i gadget a tema religioso.

Tra le attrazioni consigliate, difficile sottrarsi alla visita al Chengdu Panda Base, importante riserva naturale e centro di ricerche sul panda gigante. Originario della Cina centrale, l’emblema nazionale dei cinesi, raffigurato sulle monete d’oro e simbolo del WWF, vive nelle regioni montuose del Sichuan. E in effetti ne vale la pena: si tratta, infatti, di un percorso all’interno di ampie aree, con una flora simile a quella dell’habitat naturale, dove ammirare questi straordinari mammiferi intenti nei loro giochi, a scalare alberi e arbusti, a masticare germogli di bambù. Oltre 100 esemplari attivi e piuttosto felici, qui si lasciano immortalare a pochi passi dai visitatori, per la gioia di bambini e adulti che accorrono in questo parco verde e molto ben tenuto. Sui video sparsi in tutta l’area si possono vedere tutte le fasi della crescita dei panda, tra cui la nursery in cui vengono accuditi i piccoli nati in cattività. Giochi, gadget e pelouche per tutti i gusti concludono il tour.

Che altro vedere a Chengdu? In rapido elenco: fare un’immersione spirituale, tra storia delle dinastie e taoismo, al Monte Qingcheng; mangiare con i monaci al Monastero Wenshu Yuan; passeggiare nel verde immersi in un tripudio di fiori e musica, gustando bon bon caramellati forgiati al momento al Parco del Popolo; trascorrere un pomeriggio tra i Vicoli Larghi e Stretti, tre stradine pedonali che vorrebbero fare rivivere la vecchia capitale, diventati la mecca dello snack e dello street food; fare shopping lungo Chunxi Lu e Taikoo Li. Un consiglio prima di ripartire: provare un massaggio tra i tanti proposti in ogni hotel, 24 ore al giorno. Il modo migliore per rientrare in forma e rilassati da un viaggio che offre tante occasioni di svago.

 


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