16 aprile 2015

Classico in pillole: Arbasino e la penisola che non c'è

Alberto Arbasino, Un Paese senza, Garzanti

 

Patriottismo

«“Italia! Italia!” Le urla patriottiche e le migliaia di bandiere nazionali sventolanti a migliaia di finestrini di autobus andando e tornando dallo stadio domenicale, in occasione di partite anche vagamente internazionali – e la decisa negazione a impegnarsi per qualunque tema civile o causa civica».

 

Fuori i maestri, dentro gli stregoni

«Fuori i maestri, dentro gli stregoni. Come quelle imperatrici d'una volta che non si fidavano dei filosofi e degli economisti, ascoltavano solo gli illusionisti e i maghi, e ne rimane solo qualche film in costume».

 

Citazioni coatte

«...Citare autori e titoli “obbligatori” con la stessa mancanza d'identità compulsiva di quelli che nei vestiti e camicie e magliette e cravatte e cinture e valigie non portano più le proprie cifre personali, ma quelle del fabbricante, che – lui, sì – certifica, avalla, rassicura, vidima, conferisce identità e status, timbra con lo status symbol l'identikit...».

 

Moda

«L'Italia Salvata dalle Borsette, o dai Golfini: dato di fatto imbarazzante e poco gratificante per i trips accademici fondati sulla metallurgia wagnero-mirafior-marxista – e sulle migliaia di miliardi annuali perduti dalla siderurgia, dalla chimica, e nei trasferimenti finanziari dal Nord al Sud».

 

Quando non c'era il cellulare

«Nuove consuetudini dei ceti dirigenziali e funzionariali: non appena entrati in una casa, la mano sul telefono per chiamate urgenti, prima ancora di avere detto “buongiorno” o “come va” al padrone di casa. E al telefono: “come va? che fai?».

 

Orientamento giovanile

«...Il teenager che in qualunque città straniera si orienta presto per trovare tale e talaltra qualità di erba e di fumo, ma se dovesse rintracciare Aspasia o le Grazie a Milano o a Roma si sentirebbe smarrito».

 

Critichese

«...Testi dove figurano spesso termini come “aporia! e “acribia” ma dove la massima incertezza grammaticale accompagna le particelle “che” e “ne”...».

 

Mattine

«...Quella mattina in cui la vita ci sorrideva e qualcuno ci disse per la prima volta “al limite”...».

 

Droga e musica

«Qualche parametro. Se nel mondo rock bisogna farsi tanto e prendere tanta roba per arrivare a canzoni come quelle di Jimi Hendrix e di Janis Joplin, allora Wagner e Brahms che cosa avrebbero dovuto fare? mettersi un DC 10 nel dietro?».

 

Scuola di metafora

«Scuola di metafora. Comunicato nella bacheca. “Bracci di ferro, piedi di piombo, guanti di velluto, nastri di partenza, punte diamante, aghi della bilancia, tunnel, bunker, lager, e altri analoghi prodotti moderni – come già in passato nel caso di prodotti rurali quali uova nel paniere, caci sui maccheroni, gatte al lardo, mosche al naso, acque al mulino, padelle nella brace, pan per focaccia, macchie d'olio, lucciole per lanterne, cavoli a merenda, serpi in seno, ecc. - si accettano d'ora in avanti soltanto se accompagnati dalla documentazione fotografica relativa. Altrimenti, astenersi”».

 

Auti

«Alla radio: dibbattito fra studenti universitari di architettura e di magistero. Si dibbatte a lungo di diriggenti e di bbase, poi di “auti”. Si capisce poi che si trattava di autobus scolastici».

 

Terrorismo

«Terrorismo: uccidere alcuni innocenti in nome di molti indifferenti».

 

Doppia vita

«Un partito né di lotta né di governo: condurre una doppia vita, e stupide tutt'e due».

 

Caput Mundi

«In Piazza del Popolo, si ferma una macchina con targa abruzzese, per domandare dov'è il giardino zoologico. Chiedono gentilmente: lei è del posto? Del posto! E pensare che una volta lo chiamavano Caput Mundi!».

 

Poeti e mass media

«I regimi dispotici, che buttano i poeti in prigione come nell'antichità e nel medioevo, e non li buttano nei mass media come nell'età moderna».

 

Scrittore in crisi

«...lo scrittore in crisi è interessante come un geometra che non sa fare i calcoli...».

 

Kafka e Leopardi

«Eppure la lettera di commiato di Leopardi al padre è paragonabile soltanto alla Lettera al padre di Kafka».

 

Sopore

«Il Tedio minaccia, il Sopore incombe, la Compassione è già tutta prenotata».

 

Marylin

«Fosse oggi viva Marilyn Monroe? La tratterebbero come Brigitte Bardot».

 

Armi

« “C'eravamo tanto armati...”».

 

Aristocrazia e arte

«Bisogna essere conti/ per scrivere Guerra e pace – o I promessi sposi?».

 

Degrado milanese

«Una Mostra della Degradazione Civica: esponendo i manufatti più tipici della Città di Milano negli anni recenti. E cioè: insegne, cartelli, catenelle, serpentoni, colonnine, spartitraffico, tubi ricurvi sui marciapiedi, giardinetti nelle piazze e nei sagrati e specialmente i contenitori dei giardinetti, i cementi segmentati e zebrati, e soprattutto i chioschi e chioschetti nelle piazza e agli incroci, i monumenti di cemento e metalli nel vecchio e nel nuovo Verziere, la stazione della metropolitana a Loreto coi suoi percorsi e i suoi bazar, le bancarelle da fiera volgare e povera sul selciato disselciato intorno al Duomo, i neon verticali alla cinese, gli striscioni che annunciano eventi d'arte degni di un Ferragosto a Milano Marittima».

 

Edilizia e Delitto

«Una Mostra intitolata “Edilizia e Delitto”, ovvero “Tipologia Architettonica e Nuova Criminalità”, per documentare anche con altri sottotitoli alla Karl Kraus come di fronte alle tragedie della sovrappopolazione e della sovra-immigrazione la soluzione italiana scelta da architetti e geometri e ingegneri e pubblici poteri e speculatori e capimastri sia stata quella di svilupparne le valenze e latenze e concause di aggressività conflittuale, evitando ogni tentazione di spazi, vastità, orizzontalità, libertà, apertura, piacevolezza, gradevolezza, ornamento, e insistendo invece sulle connotazioni più brutali e macabre di agglomerato, ristrettezza fisica, sovrapposizione forzosa, percorsi obbligati, materiali repellenti, squallore dell'habitat, relax punitivo, tempo libero coatto, nonché lecorbusierismo trucido per cui se un materiale fa schifo come il cemento ghiaioso che prende facilmente la muffa, ebbene allora lo si infligga in tutto il suo orrore all'utente».

 

Open space

«L'open space negli uffici: perché non provi a lavorare tu nel pollaio delittuoso che hai progettato, invece di abitare una biblioteca Adam in compagnia soltanto di un falso Lorenzo Lotto e delle opere complete di Edgar Allan Poe?».

 

Verità

«La verità è un servitore maldestro che rompe i piatti quando fa le pulizie» (Kraus).

 

Pessimisti e ottimisti

«E risultano più sinistri gli schizzi di “innati pessimisti” quali Giacomo L. e Antonio G., o i ritrattini lusinghieri di antropologi trionfalistici come Vincenzo M. e Gabriele D'A.?».


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