13 maggio 2015

Classico in pillole: Berlin Alexanderplatz. Babilonia sullo Sprea

Alfred Döblin, Berlin Alexanderplatz, Bur, pagg. 514, euro 11 Introduzione di Walter Benjamin, traduzione di Alberto Spaini

 

Tetti che scivolano giù «I tram facevano un gran rumore e scampanellavano, le facciate delle case correvano una dietro l'altra senza fine. E sulle case c'erano tetti che parevano quasi oscillare, i suoi occhi si alzavano spaventati: purché i tetti non sdrucciolino giù, ma le case stavano salde. Dove vado a sbattere, io, povero diavolo?».

 

Mille e una vita «Be' cosa può succedere, non sarà poi così terribile. Non si morirà mica. Berlino è grande e dove vivono mille vite ne vivrà anche uno in più».

 

Fame e storie «“Lui ha viaggiato tanto, come tutti quelli della nostra razza, e ha raggiunto i settanta e è morto dopo nostra madre; sapeva molte cose e era un uomo molto saggio. Sette bocche affamate eravamo noi, e quando non c'era niente da mangiare lui ci raccontava delle storie. Non ti passa la fame con le storie, ma si dimentica”».

 

Padri e i figli «“Sapete, quando il padre è una pianticella vuole che il figlio diventi un albero. Quando il padre è una pietra, il figlio deve diventare una montagna».

 

Cinematografo «Franz si infilò dentro. Era appunto l'intervallo. Il grande locale era pieno zeppo, novanta per cento di uomini col berretto in testa, che non si tolgono. Al soffitto tre lampade velate di rosso. Davanti un pianoforte giallo con sopra dei pacchetti. Un'orchestra che faceva un chiasso ininterrotto. Poi buio e il film comincia. Si tratta di educare una bambina, non si capisce però chiaro perché. Si puliva il naso con le mani, sulle scale si grattava il didietro e tutto il cinematografo rideva». 

 

Meditazioni e birra «Poi prende il cappello e giù per le scale, e col sessantotto in Alexanderplatz. In una birreria si mette a meditare sopra un bicchiere di birra chiara».

 

Letamaio tedesco «Popolo tedesco, il tuo posto è proprio nel letamaio dove stai».

 

Italia «Supplemento turistico. Quando nel nostro freddo settentrione sopraggiunge l'epoca spiacevole che va dai giorni nervosi dell'inverno al primo verde di maggio, una nostalgia secolare ci chiama verso il sole del sud, di là dalle Alpi, in Italia. Chi è così fortunato da poter seguire questo desiderio di lontananza...». 

 

Proletari e cravatte «E perché il proletario non porta una cravatta? Perché non sa fare il nodo». 

 

D'Annunzio si chiama 'sto porcone «“D'Annunzio si chiama 'sto porcone, uno spagnolo o un italiano o uno che viene dall'America”». 

 

Omosessuali e orinatoi «Prima di uscire fece ancora in tempo a sentire il relatore palare di Chemnitz dove ci sarebbe stata un'ordinanza della polizia del novembre '27 che proibiva agli omosessuali di andar per strada e nei gabinetti pubblici; e se venivano presi eran trenta marchi»

 

Antisemitismo e ordine «Adesso Franz vende giornali nazionalisti. Non ha niente contro gli ebrei, ma è per l'ordine. Infatti in paradiso ci deve essere ordine, questo lo capiscono tutti»

 

Federalismo e antisemitismo «“Il vero federalismo è antisemitismo, la lotta contro il giudaismo è anche lotta per l'autonomia della Baviera. Già molto prima dell'inizio la grande sale Mathäsaer era colma di gente e sempre nuova ne giungeva; fino all'apertura della seduta la brava banda delle nostre gagliarde S.A. intrattenne i convenuti con l'eccellente esecuzioni di simpatiche marce e canzoni”».

 

Nuove guerre « “Allora, Franz, preferiresti, non è vero, e ti piacerebbe di più fare una nuova guerra, tirarcela sul gobbo. E allegri addosso alla Francia. Ma andrà tutto a ramengo e tu ci guadagneresti un bel buco nei calzoni”»

 

Case alte « “Oggi c'è troppo buio. Troppo alte queste case”».

 

Libertà di parola «“Bisogna lasciar parlare la gente. I fascisti possono parlare. Qualsiasi cosa dicano, da noi c'è libertà di parola”».

 

Economia tedesca «Gli industriali del legno fanno una gran scena e si danno un sacco di arie, Krupp lascia morire di fame i suoi pensionati, un milione e mezzo di disoccupati, in 15 giorni un aumento di 226.000».

 

Femminicidio «Franz ha ucciso la sua fidanzata Ida, il cognome non importa, nel fiore degli anni. Questo è successo in seguito ad una discussione avvenuta tra Franz e Ida, in casa della sorella di lei, Minna in conseguenza della quale furono dapprima danneggiati i seguenti organi della donna: la pelle del naso presso alla radice, e l'osso che c'è sotto con la cartilagine, la qual cosa però fu notata soltanto all'ospedale ed ebbe poi una certa parte negli atti giudiziali, inoltre la spalla destra e la sinistra che riportarono leggere contusioni con uscita di sangue. Le espressioni “ruffiano” e “sfruttatore” eccitarono terribilmente Franz Biberkopf, un poco decaduto moralmente, sì, ma sensibilissimo nell'onore, il quale era eccitato anche per altri motivi. Tutti i muscoli gli fremevano. Egli afferrò allora un piccolo frullino di legno, nient'altro, perché aveva una mano ferita, già allora si allenava nei suoi esercizi di atletica. E questo piccolo frullino con la sua spirale di fil di ferro egli portò a contatto con il petto di Ida, sua interlocutrice, con potente, duplice slancio».

 

Orecchi di porco e piselli «Tira giù uno dietro l'altro i panini imbottiti che Lina gli ha portato, e mentre ancora sta mangiando ordina per tutti e tre orecchi di porco con piselli. E palpa tanto la ragazza che lei, dopo gli orecchi di porco, se ne va tutta rossa».

 

Guerra e stracci «Pian pianino si crepa negli stracci, è sempre la vecchia magagna della guerra».

 

Caffè dal piattino «Uno dei mercanti si guardava il gilè tutto sporco: “A casa ho l'abitudine di bere il caffè dal piattino, mi piace di più ma mi sporco tutto”».

 

Affitti e legge «Il decreto sugli affitti è uno straccio di carta. I fitti salgono continuamente».

 

Vita «Poi viene il tempo bello, il tempo cattivo, una gita in campagna, stare vicino alla stufa, far colazione e così via. E lei, che cosa ha dalla vita, signor capitano, signor generale, signor Jockey? Non si faccia illusioni».

 

Umane viscere «Vomitato. Devo essere stato io. Quanta roba è capace un uomo di portare dentro allo stomaco».

 

Rate d'antan «Mobili a rate, mobili da cucina in dodici rate mensili».

 

Alberi e inverno «Gli alberi sono spogli, è inverno, gli alberi hanno mandato i loro succhi nelle radici e attendono la primavera».

 

Bende «Era un ragazzo che conosceva già la vita, quello lì, e le bende gli erano cadute dagli occhi a chili».

 

Giornalai berlinesi «Franz Biberkopf ha di nuovo il sacco a tracolla e vende giornali. Ha cambiato quartiere. Ha lasciato Rosenthaler Tor e adesso sta in Alexanderplatz. La sua salute è ottima. Alto 1,80, il peso è un po' giù, ma così c'è meno da tirarsi dietro. In testa porta il berretto dei giornalai... Voci di crisi in Parlamento. Si parla di elezioni a marzo, forse ad aprile, e dove si va Josef Wirth? La lotta nella Germania centrale prosegue, bisogna formare una Camera di compromesso; rapina nella Tempelherrenstrasse. Franz sta all'uscita della metropolitana verso Alexanderstrasse, proprio in faccia al cinema Ufa».

 

Strilloni «“Vedi per noi questa è la cosa principale: bisogna correre e urlare. Ci vuole strilloni in gamba. Chi urla di più fa gli affari migliori”».

 

Sport e politica « “Per far buoni affari ci vogliono gare sportive e cambiamenti di governo. Dicono che alla morte di Ebert, strappavano i giornali via di mano”».

 

Nebbia «Cammini nella nebbia. Un giovanotto pallido prende un'ascia, questione di un momento, zac, e non sai più niente di niente».

 

Babilonia sullo Sprea «Ma vieni qua, vieni qua che voglio farti vedere una cosa. Guarda la grande puttana, la puttana Babilonia che siede presso il fiume. Tu vedi una donna seduta su un animale di colore scarlatto. La donna è carica di nomi di tutti i vizi, ha 7 teste e 10 corna. È rivestita di porpora e di scarlatto, è coperta d'oro e pietre preziose e di perle e ha nella mano un calice d'oro. E sulla fronte porta scritto un nome, un segreto: la grande Babilonia, la madre di tutti gli orrori sulla terra. La donna ha bevuto il sangue di tutti i santi. La donna è ebbra del sangue dei santi».

 

Birra «Sì, io ti rinfresco, rinfresco gli uomini e poi gli faccio caldo, gli porto via i loro pensieri superflui».

 

Urla di donna « “Ah quello che urla una donna, quello che può strepitare una donna”».

 

Uomini e astri «E quando il sole sorge e noi ci rallegriamo, in realtà dovremmo rattristarci: che cosa siamo noi mai? Il sole è 300.000 volte più grande della Terra e quante cifre e quanti zeri ci sono ancora che dicono che noi siamo uno zero, niente, proprio niente. Buffo davvero, di rallegrarsi allora».

 

Il Disoccupato «Lui vede qualcosa, vede qualcosa, vuol rompere il muso a quella gente, continuano a provocarlo e lui legge la Bandiera Rossa e il Disoccupato».

 

Maree «Continua la marea degli americani che visitano Berlino».

 

Al cimitero «“Guardi, io sono già morto e non bisogna prendere la vita troppo sul serio e nemmeno la morte. Ci si può rendere tutto più facile. Quando io ce ne ho avuto abbastanza e mi sono ammalato, che cosa ho fatto? Crede lei che abbia voluto star lì ad aspettare d'impiagarmi tutto? E con che scopo? Mi son fatto mettere accanto la bottiglia di morfia e ho detto che mi facessero della musica, suonassero il piano, musica jazz, le ultime novità. Mi son fatto leggere Platone, Il convito, quello è un bel dialogo, e intanto, senza che nessuno se ne accorgesse sotto la coperta continuavo a farmi iniezioni, le ho contate, tre volte una dose che basta per far morire”».

 

Pianura, città e stazioni «Le grandi, mute e pianeggianti pianure, le solitarie case di mattoni da cui esce una luce rossastra. Le città che giacciono sulla stessa linea, Francoforte sull'Oder, Guben, Sommerfeld, Liegnitz, Breslavia, le città che sbucano dalle stazioni, le città con le loro grandi e piccole strade».

 

Memoria

«Ci sono cose che bisognerebbe essere un mucchio di stracci e non un uomo per dimenticarle».


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