17 novembre 2015

Classico in pillole: Diario di uno straniero a Parigi

Curzio Malaparte, Diario di uno straniero a Parigi, Vallecchi, 1966

 

Primo incontro con la Francia «Avevo sedici anni, nel 1914, quando venni ad abitare nel Palazzo dei Papi, ad Avignone. Avevo lasciato il liceo Cicognini, di Prato, dove facevo gli studi classici, avevo traversato il confine a piedi, a Ventimiglia, e i gendarmi francesi m'avevano mandato in una bettola di Mentone Garavan, della 'Mère aux bouchon', dove alcuni feriti francesi mi offrirono da mangiare e da bere. Fu il primo incontro con la Francia. Ero un bambino, pallido, gracile, timido, e la Francia mi fece da madre. Mi accolse come una madre accoglie suo figlio».

 

Cattolicesimo «Un francese non sa ciò che sia il cattolicesimo, cioè che è, ahimè, un paese cattolico. Per sapere ciò che sia il cattolicesimo, un paese cattolico, bisogna essere nati in Spagna o in Italia. Per un cattolico italiano o spagnolo, io ho una specie di odio invincibile. Quante sventure dobbiamo, noi Italiani, agli Spagnoli, al cattolicesimo, alla morale cattolica, al clero, alla Chiesa, ecc. Non saremo mai liberi, finché saremo dominati dalla morale cattolica italiana e spagnola».

 

Guttuso pittorello comunista «Fougeron, che è stato un giugno a Roma, dove è stato accolto, da Guttuso e dagli altri pittorelli comunisti, come un grande pittore parigino, affetta arie di disprezzo per tutti noi».

 

La casa di Forte dei Marmi «Parliamo di Böklin, a proposito della mia casa di Forte dei Marmi, disegnata nel 1898 da Hildebrand, lo scultore di Monaco, e la cui costruzione fu sorvegliata da Böklin che in quegli anni abitava a Forte dei Marmi».

 

Poeti tedeschi «I poeti tedeschi sono Kant, Hegel, Schopenhauer, Nietzsche, ecc., non i poeti e gli scrittori».

 

Varsavia e i tedeschi «Faccio notare che solo Varsavia si è rivoltata contro i Tedeschi, all'avvicinarsi della liberazione. La sua distruzione è forse all'origine del fatto che nessun'altra città d'Europa si è ribellata ai Tedeschi all'arrivo degli Alleati».

 

Folla stanca e sporca «La folla che si pigia nei vagoni è sporca, triste, stanca, le donne hanno quell'aria di abbandono, di rinunzia, che accusa le sofferenze patite, la paura, la disperazione, la disperazione ormai tranquilla di Parigi, dell'Europa. Le ragazze sono appena truccate, gli abiti troppo corti, i sandali da quattro soldi, i capelli bagnati di sudore, i ragazzi in chandail, scarpe di corda, il mento aguzzo, gli occhi leggermente imbambolati, le labbra sottili».

 

Napoli nordica «Usciamo sul quai, passando davanti alle tristi, miserabili catapecchie di quella viuzza fra il canale e la rue Rouvet. Delle donne spettinate sono affacciate alla finestra, respirando l'aria nebbiosa e l'odore lento e pesante del canale. Dei ragazzi giocano seduti sulle soglie dei tuguri. È un lembo di Napoli, ma di una Napoli triste, già nordica, con qualcosa di belga, di fiammingo, e quel cielo grigio dove gli alberi, oltre il canale affondano le loro cime immobili, dalle foglie lucenti come di latta, e immote, ferme, impigliate nel cielo brumoso come un ago di puntura in un batuffolo di ovatta».

 

Fazzoletto rosso «In quel punto del canale vi sono le chiuse. È qui che il canale dell'Ourcq si congiunge con quello di Saint Denis, e forma una specie di grande darsena, dove dondolano ammarati i grandi barconi che vengono dal Nord, dai porti della Manica, dai canali del Belgio. I barconi sono carichi di carbone, di legname, di botti di catrame, di tubi di ferro, di mattoni, di sacchi di cemento, di ferraglia contorta. Una donna spazza il ponte di un barcone, ha alti stivali di gomma, la testa chiusa in un grande fazzoletto rosso».

 

Guerre per bene «Nell'altra guerra soffrivano tutti, in questa hanno sofferto soprattutto gli Ebrei. Ma quella era una guerra di gente per bene, di uomini. Si era soldati, ci si rispettava».

 

Puskin «Si salvano di lui alcune pagine, il racconto del suo viaggio a Erzerum, durante la guerra russo-turca».

 

Sandauer, scrittore della Galizia orientale «“Ciò che m'importa è il mio triste paese, le tristi terre in cui sono nato, in cui tutta la mia famiglia riposa, in fosse sconosciute, con la nuca forata da una pallottola, con il viso mangiato dalla calce”».

 

Avere e non avere «Amiamo soltanto ciò che non abbiamo».

 

Morire per i clienti «Abito in rue Galilée. In rue Galilée, dove abito, tra l'avenue di Iéna e piazza degli Stati Uniti, sulla facciata della casa al n. 17 ho letto in una lapide questo meraviglioso epitaffio: “Qui è caduto, il 25 agosto 1944, Raymond Charles Bonefant, del FFI, coniugato, padre di famiglia, morto per la liberazione dell'Hôtel Majestic. Alla sua memoria, coloro che ha liberato”».

 

Morire per l'Excelsior «Io sono della razza di Raymond Charles Bonefant. Avrei potuto morire per qualcosa di molto personale, di molto gradevole, di molto pulito, e non troppo grande. Per esempio, per la liberazione dell'Hôtel Excelsior. Almeno, avrei avuto qualcuno che mi sarebbe rimasto riconoscente: non l'Italia, non gli Italiani, ma la clientela dell'Hôtel Excelsior».

 

Costumi e Sartre «Sartre ha una grande influenza non nella letteratura francese ed europea, ma sui costumi di una classe di giovani francesi».

 

Banlieue «In tutti i paesi d'Europa, gli operai non scimmiottano i borghesi; e neppure in Francia. Ma qui i piccoli borghesi scimmiottano gli operai, e i teppisti della banlieue. Basta entrare al Caffè Flora per rendersi conto dell'artificio, o della falsità di questi atteggiamenti».

 

Care guglie «Erano quattordici anni che non vedevo spuntare lontano, all'orizzonte, in fondo alla pianura gialla, le due guglie della cattedrale di Chartres. La regione di Rambouillet è tra le più care per me, in Francia».

 

Fleuve e rivière «L'altro giorno Micheline m'insegnava la differenza tra fleuve e rivière. La Francia ha quattro fleuves, cioè quattro corsi d'acqua che si gettano in mare: la Senna, la Loira, La Gironda, il Rodano. Tutti gli altri sono rivières, cioè affluenti dei fleuves».

 

Croce e Pirandello «Il più nobile esempio di resistenza non fu, come si potrebbe credere, Benedetto Croce, ma Luigi Pirandello».

 

Francesi velate «Non mi fido delle impressioni, si ha sempre il sospetto che tutto, un tempo, jadis, fosse migliore, più bello, più giovane. Certo, qualcosa è sceso, un velo, sulla bellezza delle donne francesi. Non ridono più come una volta».

 

Abbaiare con i cani «Non mi piace che mi si prenda per un eccentrico. Trovo che non c'è niente di più naturale, quando si amano i cani, di abbaiare con loro».

 

Guerra «Mi si biasimi pure, ma io sono un uomo, e amo la guerra».

 

Campi Elisi «Non è il mio paese, non sono i miei soldati. Ma sono stato anche io soldato francese, ho sfilato anche io, sui Campi Elisi, un lontano giorno del 1919, davanti a questa folla».

 

Cocteau e la marchesa Casati «Cocteau scrive su carta sottile, lucida, simile al vetro. Mi parla dei boa e delle tigri infelici e tubercolotiche della marchesa Casati, delle sue eccentricità., delle sue follie, della sua generosità, della sua miseria attuale, dove tanti splendori si mischiano a immagini riflesse da uno specchio rotto».

 

Depressione «Mi trovo in uno di quei giorni di depressione, come attraverso tanti».

 

Francia, Italia e intelligenza «C'è ancora un grande rispetto per l'intelligenza, in Francia. Penso all'Italia dove la simpatia va al nome, all'amicizia, alla bellezza, non mai all'intelligenza. Dove l'intelligenza è immediatamente combattuta».

 

Roosevelt a Yalta «Ciò che è avvenuto a Yalta è veramente incredibile. Quell'uomo malato, gli occhi già colmi di notte, le gote scavate, le mani tremanti, è il centro di quest'orribile dramma, che costituisce la consegna dell'Europa nella mani dei Russi, senza alcuna ragione, senza contrattazione, senza discussione: semplicemente, sembra, perché Roosevelt era malato, o pazzo»

 

Pazzia di stato «Mi compiaccio sempre nel considerare quanto sia facile che il fatto che un uomo di stato sia pazzo».

 

Fragilità e lavoro «Il mio editore americano, Dutton, di New York, mi telegrafa chiedendo i diritti in lingua inglese of 'your wonderful La Pelle' di cui ha i capitoli pubblicati da Carrefour. Questa parola wonderful mi ridà fiducia nel mio lavoro, nella bocca di un editore. Quando lavoro, sono in balia di tutto. La minima cosa mi abbatte, mi toglie fiducia. Tremo, se qualche notizia letta in un giornale mi dà fastidio. Per tutto il giorno non sono più capace di lavorare. Basta una lettera, una parola, un rigo di giornale. Questa sensibilità nei riguardi dell'esterno è tuttavia la mia forza».

 

Suicidi «Mia madre è stata, all'epoca della mia nascita, ossessionata dal suicidio di suo fratello, che era pazzo e si annegò in un fiume vicino a Milano, il Lambro. Essendo incinta di me, questo fatto la sconvolse, le fece temere i malefici dell'ereditarietà. Io non ero un bambino normale, non ero come tutti gli altri bambini. Ero timido, debole, dominato dalla mia immaginazione, morbosamente sensibile».

 

Stranieri in Francia «Il popolo francese non ama gli stranieri, ma li aiuta, li accoglie, dà loro lavoro, pace, sicurezza, dà loro una home».

 

Abbaiare di notte «Sono rimasto dalle dieci di sera alle due del mattino seduto sulla soglia della porta, ad abbaiare con i cani».

 

I cani di Capri «Anche a Capri parlo con i cani di Matromania, che vengono di notte fino a Matromania per parlarmi, e gli abitanti di Matromania mi chiamano il pazzo».

 

Assedio di Parigi «Mi ricordo la storiella dell'assedio di Parigi nel 1870. Un signore aveva mangiato tutto, i topi, il gatto di casa, le ultime provviste. Gli restava Fido, il suo cane. Decise di sacrificare Fido. Lo uccise, lo mise nella pentola, e invitò qualche parente per l'occasione».

 

Banalità di Moravia «Leggo in un giornale italiano un incontro di Moravia con Malraux, assai banale e, come tutto ciò che scrive Moravia, d'una estrema prudenza».

 

Crillon «Mi piace dormire nel bar del 'Crillon'; non posso dormire nel mio letto».

 

Torre Eiffel «La Torre Eiffel ammicca con il suo occhio aereo, nelle azzurre praterie del cielo notturno, le stelle ondeggiano al vento come primule. In questo cielo di dicembre terso e lucente passa qualcosa di primaverile, che somiglia al vento di maggio».

 

Paesaggi brumosi «La piccolezza delle camere, il soffitto basso, l'odore di legno, le piccole finestre che si affacciano sul paesaggio brumoso della Senna, e le grida delle chiatte, dei rimorchiatori, il volo radente dei gabbiani (sono poi gabbiani?) sull'acqua grigia, mi ricordano il mio appartamento al 38 del Quai de l'Horloge, nell'Ile de la Cité, vicino al Pont Neuf».

 

Leonor Fini «Ah, Leonor Fini, ecco sedici anni che non la vedo più, quanto blanc de plomb è diventato secco da allora nei suoi tubi di stagno, con l'etichetta bianca e la scritta blanc de plomb di Lefranc, Parigi, 1931. Mi ricordo del giorno in cui salivo le scale del suo nuovo appartamento, in boulevard Saint Germain».

 

Sogni sulla Senna «Buona notte, Giraudoux. Buona notte amico mio. Ed ecco che comincia il sogno, con la sua chiarezza, la sua precisione, il suo realismo, e tutto è esatto, tutto è vero, tutto è preciso, reale, fino al risveglio, fino al nuovo tuffo dentro Parigi, così dolce, così irreale, così somigliante a questo sogno che è la vita».

 

Libertà «Io conosco l'Africa, l'Europa, l'Asia. In nessun paese del mondo mi sono sentito così libero come in Francia. Che sia la natura, il cielo, la disposizione delle case? Che siano gli uomini, i Francesi? Che sia l'acqua,il vino, il pane, l'aria, la luce, il colore della Francia?»

 

Donne francesi «'Sono troppo timido per amare una francese'».

 

Prostitute «Non si va a letto con le Francesi: eccetto che con le prostitute, che non hanno nazionalità».

 

Amare la Francia «Non è così facile come si vorrebbe far credere, amare la Francia. Non è facile quanto quanto amare l'Inghilterra, la Germania, la Spagna, l'Italia. Non è concesso a tutti amare, sapere amare, la Francia. Perché amare la Francia, è già essere francese, almeno un poco».

 

Amicizia «L'amicizia di un Italiano è un frutto; quella di un Francese, un fiore».

 

 


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