28 maggio 2015

Classico in pillole: Maurice e il reato di omosessualità

E. M. Forster, Maurice, Garzanti, pagg. 325, 12 euro Trad. Marcella Bonsanti (Scritto tra il 1913 e il '14, pubblicato solo nel '71 dopo la cancellazione del reato di omosessualità in Inghilterra e la morte dell'autore).

 

Narrativa alla macchia «Avevo stabilito che, almeno nella narrativa, a due uomini sia lecito innamorarsi e restar tali per quella durata perpetua che la narrativa consente, e in questo caso Maurice ed Alec vagano ancor oggi nella macchia» (dalla prefazione dell'autore).

 

Eterogenesi del lieto fine «Dedicai il romanzo a “un anno più felice”, e non del tutto inutilmente. La felicità è la sua nota fondamentale... il che, a proposito, ha ottenuto un risultato inatteso: quello di rendere il libro più difficile da pubblicare. A meno che la Relazione Wolfenden non diventi legge, esso dovrà probabilmente rimanere in forma di manoscritto. Se il finale fosse triste, o un giovanetto a penzoloni da un cappio o con un patto reciproco di suicidio, tutto andrebbe bene, giacché sono assenti tanto la pornografia quanto la corruzione di minorenni. Ma gli amanti la fanno franca e di conseguenza raccomandano il crimine. Il signor Borenius è troppo incompetente per riacciuffarli, e l'unica ammenda che la società imponga loro è un esilio in cui sono ben lieti di riparare» (dalla prefazione dell'autore).

 

Teschi di luce «Nelle notti di bel tempo la luce filtrava innocua attraverso le tende, ma di quando in quando cadevano sopra la mobilia chiazze simili a teschi. Lo assaliva i batticuore violento e giaceva in preda al terrore, con tutti gli abitanti della casa quasi a portata di mano».

 

Orecchie e letture inespurgate «Le sconcezze lo allettavano fortemente, ma ne ascoltava poche e ne raccontava ancor meno, e le più gravi oscenità che commetteva erano solitarie. Quanto ai libri: la biblioteca scolastica era immacolata, ma mentre era ospite del nonno, a Maurice capitò tra le mani un Marziale inespurgato, e prese a incespicare tra le pagine con le orecchie che gli scottavano».

 

Figli di donna «“La mente franca è la mente pura. Te lo dico io, che son medico e che son vecchio. L'uomo che nasce di donna con la donna deve accompagnarsi, se la razza umana ha da durare nei secoli”».

 

Mente e corpo «Fetherstonhaugh era una grande mente in un gran corpo, aveva modi recisi la parola facile».

 

Cuore «Ma il cuore si era acceso per non essere spento mai più, e finalmente ci fu in lui una cosa reale».

 

Speranza «Si asteneva perfino dal nutrire delle speranze, perché la speranza distrae, e lui aveva da badare a ben altro».

 

Vizio innominabile dei greci «Seguivano ambedue il corso di traduzioni tenuto dal preside, e mentre uno studente procedeva tranquillamente nella lettura di un testo, il signor Cornwallis ordinò con voce recisa ma incolore: “Si ometta: è un riferimento al vizio innominabile dei greci”».

 

Nicchie «Maurice si stava infilando nella nicchia che l'Inghilterra aveva preparato apposta per lui».

 

Quieto vivere «La parte più deteriore di lui salì alla superficie e lo spinse a dare la precedenza al quieto vivere piuttosto che alla gioia».

 

Bugie «Era stato “rimpinzato di bugie”, così si espresse tra sé, ma le bugie sono il cibo naturale della fanciullezza, e lui se n'era pasciuto con ingordigia».

 

Gioia del guerriero «Si era svegliato troppo tardi per ottenere la felicità, ma non per ottenere la forza, e fu in grado di provare una gioia austera, come di un guerriero che non ha patria, ma che si tiene armato fino ai denti».

 

Denunce «“Buon per me che sono caduto in mano tua. Quasi tutti gli altri mi avrebbero denunciato al preside o alla polizia”».

 

Fedro «Mai avrebbe potuto dimenticare l'emozione suscitata dalla prima lettura del Fedro. Vi trovò la propria malattia descritta squisitamente, pacatamente, come una passione che possiamo indirizzare, né più né meno di ogni altra, verso il bene o il male. Non conteneva alcun invito alla scostumatezza».

 

Classici, omosessualità e cristianesimo «Auspicando che il cristianesimo fosse un tantino disposto a stabilire con lui una soluzione di compromesso, esaminò scrupolosamente le Scritture in cerca d'appoggio. C'erano Davide e Gionata; c'era perfino “il discepolo amato da Gesù”; nella chiesa non poteva trovar requie per l'anima sua senza storpiarla, e quindi si rifugiò d'anno in anno sempre più in alto nella sfera dei classici».

 

Il passato rifugio dei vigliacchi «Ma Clive vide solo una luce morente e una terra morta. Non formulò preghiere, ché non credeva alle divinità e sapeva che il passato era privo di senso come il presente, ed anche il rifugio per i vigliacchi».

 

Notti «Clive lasciò il buio di dentro per quello di fuori: cadevano le foglie mentre s'incamminava verso la stazione, squittivano le civette, lo avviluppò la nebbia. Era talmente tardi che nelle strade dei sobborghi i lampioni erano stati spenti da un pezzo, e una notte fonda senza compromessi gravò su di lui oltreché sul suo amico»

 

Incanti «La mattinata era un incanto... destinato agli altri: per loro stormivano le foglie e il sole si riversava nella casa»

 

Innominabili «“Dica un po', lei che lavora da queste parti, le è mai capitato di aver a che fare con gli innominabili sul tipo di Oscar Wilde?”».

 

Sinfonie «E Risley informò il giovane amico che Čaikovskij si era innamorato del proprio nipote e gli aveva dedicato il suo capolavoro».

 

Maleducazione «Mezza educazione è peggio della maleducazione».

 

Codice napoleonico « “In Francia o in Italia, per esempio. In queste nazioni l'omosessualità non si considera più criminale”».

 


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