27 febbraio 2015

Classico in pillole: elementare, Houellebecq

Michel Houellebecq, Le particelle elementari, (trad. Sergio Claudio Perroni) Bompiani, 337 pagine 12 euro.

 

Una volta Djerzinski aveva fatto uscire dalla gabbia l'uccellino. Quello, terrorizzato, aveva cacato sul divano e poi si era avventato contro la gabbia, cercando disperatamente lo sportelletto d'accesso.

 

Certo, era normale che un ricercatore si prendesse un anno sabbatico per andare a lavorare in un'altra squadra, in Norvegia, in Giappone, insomma in uno di quei sinistri paesi dove i quarantenni si suicidano in massa.

Janine Ceccaldi, invece, apparteneva alla sconsolante categoria dei precursori.

 

Studentessa alla facoltà di medicina di Parigi, Janine Ceccaldi poté così vivere da vicino gli anni 'esistenzialisti' ed ebbe persino l'opportunità di ballare un be-bop con Jean-Paul Sartre al Tabou. Poco impressionata dall'opera del filosofo, fu invece colpita dalla bruttezza della persona, una bruttezza che rasentava la menomazione.

 

Talvolta inforca la bici e va verso la campagna. Pedala con tutte le sue forze, si riempie i polmoni col sapore dell'eternità. L'eternità dell'infanzia è un'eternità breve, ma lui ancora non lo sa; il paesaggio scorre.

 

Brigitte era una graziosa ragazza di sedici anni, di estremo garbo, che dopo qualche anno avrebbe sposato un coglione pazzesco.

 

La settimana seguente, Bruno ebbe una terribile delusione quando la vide seduta a gambe aperte sulle ginocchia di Brasseur; lui la teneva per la vita e la baciava con la lingua. Tuttavia Bruno non ne trasse una conclusione generale. Se i bruti che l'avevano terrorizzato per anni avevano successo con le ragazze era semplicemente perché erano gli unici che osavano provarci.

 

In quegli stessi anni, l'opzione edonistico-libidica d'origine nordamericana trovò un valido sostegno negli organi di stampa d'ispirazione libertaria (il primo numero di “Actuel” uscì nell'ottobre del 1970, quello di “Charlie Hebdo” in novembre), benché sostanzialmente collocate in una prospettiva politica di contestazione del capitalismo, quelle riviste concordavano con l'industria del divertimento quantomeno sull'essenziale: distruzione dei valori morali giudaico-cristiani, apologia della gioventù e della libertà individuale.

 

Verso i tredici anni, stimolati dal progesterone e dall'estradiolo secreti dalle ovaie, nei seni e nei glutei delle ragazze si formano dei cuscinetti adiposi.

 

Uno dei principali inconvenienti dell'estrema bellezza nelle ragazze è proprio questo: a sentirsi alla loro altezza sono solo i corteggiatori esperti, cinici e senza scrupoli; ne consegue che, in genere, a ottenere il tesoro della loro verginità sono gli esseri più vili, il che per esse costituisce il primo stadio di un'inesorabile decadenza.

 

Per il ratto maschio, la privazione del contatto con la madre durante l'infanzia produce gravissime turbe del comportamento sessuale, con in particolare l'inibizione della condotta del corteggiamento.

 

Eppure interi blocchi della sua storia personale erano caduti in un oblio definitivo. Mesi, anni interi, gli sembrava di non averli vissuti neppure per un istante.

 

Quella donna aveva avuto un'infanzia atroce con il lavoro in fattoria dall'età di sette anni, in mezzo a dei bruti alcolizzati. La sua adolescenza era stata troppo breve perché potesse conservarne un ricordo concreto. Dopo la morte del marito aveva lavorato in fabbrica, senza smettere di badare ai quattro figli; in pieno inverno scendeva in cortile a prendere l'acqua per lavare se stessa e i figli. A sessant'anni e passa, da poco in pensione, aveva accettato da capo di occuparsi di un bambino – il figlio di suo figlio. Anche a lui non aveva fatto mancare niente – né abiti puliti né bei pranzetti la domenica mattina, né amore. Tutto ciò, nella sua vita, l'aveva fatto. Qualsiasi anche approssimativa analisi dell'umanità dovrebbe necessariamente tener conto di casi come questo. È storico: esseri umani di questo tipo esistono. Esseri umani che lavorano per tutta la vita, e lavorano duro, solo per abnegazione e per amore; che per spirito di abnegazione e di amore danno letteralmente la propria vita al prossimo; che tuttavia non hanno mai in alcun modo la sensazione di sacrificarsi; che in realtà non hanno mai immaginato maniera di vivere diversa da quella di dare la propria vita al prossimo per spirito di abnegazione e di amore. In pratica, questi esseri umani sono generalmente delle donne.

 

E pensava altresì a come i presunti omosessuali avessero creato un modello per il resto della società. Lui stesso, per esempio, con suoi quarantadue anni: desiderava forse una donna della sua età? Mai e poi mai! Al contrario, per una topina giovane in minigonna si sentiva ancora pronto ad andare in capo al mondo. Cioè, almeno fino a Bangkok. Che comunque sono pur sempre tredici ore di volo.

 

A partire da quel momento, ampie fasce di popolazione ebbero accesso alla liberazione sessuale, sin lì riservata alla élite economica e agli artisti. Fa un certo effetto osservare come spesso tale liberazione sessuale venisse presentata sotto forma di ideale collettivo mentre in realtà si trattava di un nuovo stadio nell'ascesa storica dell'individualismo.

 

D'altronde, la spesa doveva pur farla. Senza riferimenti precisi, l'uomo si disperde, si smarrisce.

 

“Sai cosa scrisse dio Shakespeare Nietzsche? 'Quest'uomo deve aver sofferto proprio parecchio, per avere tanto bisogno di fare il pagliaccio!...'”.

 

“Nell'età avanzata, la diminuzione del collagene e la frammentazione dell'elastina durante la mitosi fanno progressivamente perdere ai tessuti la loro compattezza e la loro elasticità. A vent'anni avevo una vulva molto bella; oggi mi rendo conto che le grandi e le piccole labbra sono un po' cascanti”.

 

“Mi ha sempre colpito l'attrazione che le intellettuali provano nei confronti di bruti, magnaccia e imbecilli”.

 

Negli stessi anni in cui lui tentava invano di accedere alla vita, le società occidentali slittavano verso qualcosa di cupo. In quell'estate del 1976 era già evidente che tutto ciò era destinato a finire male.

 

In mezzo all'immonda carneficina rappresentata dalla natura animale, l'unica traccia di abnegazione e altruismo era rappresentato dall'amore materno. La femmina di calamaro, un cosuccia ridicola lunga sì e no venti centimetri, aggrediva senza esitazione che si avvicinasse alle sue uova.

 

Per costoro, i figli erano la trasmissione di uno stato, di regole, di un patrimonio. E questo principalmente nell'ambito dell'aristocrazia, ma non solo: anche tra i commercianti, i contadini, gli artigiani, in pratica tutte le classi sociali. Oggi tutto ciò non esiste più: io sono impiegato, che cosa dovrei trasmettere a mio figlio? Non ho nessun mestiere da insegnargli, neppure so cosa potrà fare da grande; e, comunque, per lui le regole che ho conosciuto io non saranno più valide, vivrà in un altro universo. Accettare l'ideologia del cambiamento continuo significa accettare che la vita di un uomo sia strettamente ridotta alla sua esistenza individuale, e che le generazioni passate e future non abbiano più alcuna importanza ai suoi occhi.

 

Quando non possono ottenere il cibo desiderato, i piccioni (Columba livia) beccano ripetutamente il terreno, anche qualora sul terreno non si trovi alcun oggetto commestibile. Oltre ad abbandonarsi a questo beccare indiscriminato, essi danno anche un frenetico lisciamento alle penne; tale comportamento insensato, frequente nelle situazioni che implichino frustrazione o conflitto, viene definito attività di sostituzione. All'inizio del 1986, poco dopo avere compiuto trent'anni, Bruno cominciò a scrivere.

 

Quando riflettiamo sugli eventi della nostra vita, noi oscilliamo senza posa tra la fede nel caso e l'evidenza del determinismo. Quando invece si tratta del passato, non abbiamo più alcun dubbio: abbiamo la certezza che tutto si sia svolto esattamente come, in effetti, doveva svolgersi.

 

La celebrità culturale era solo un mediocre surrogato della gloria vera, la gloria mediatica; e questa, legata all'industria del divertimento, drenava più masse di denaro di qualunque altre attività umana. Cos'era un banchiere, un ministro, un imprenditore, rispetto a un attore del cinema o a una rock star?

 

Conobbero altresì quelle semidispute da domenica pomeriggio, quei momenti di silenzio dove il corpo si raggomitola tra le lenzuola, quelle spiagge di silenzio e noia dove la vita si disfa.

 

A questo proposito è divertente notare come Deleuze e Debord, due riveriti intellettuali della fine del secolo, si siano entrambi suicidati senza una ragione precisa, unicamente perché non sopportavano la fine del proprio declino fisico. Questi suicidi non hanno provocato alcuno stupore, alcun commento; più in generale, i sempre più frequenti suicidi di persone anziane finiscono per sembrarci assolutamente logici.

 

Il film si svolge su un'isola interamente abitata da donne nude e da cani di taglia minuscola. In seguito a una catastrofe biologica, i maschi sono scomparsi, e con essi la quasi totalità delle specie animali. Il tempo si è fermato, il clima è sempre uguale e mite; gli alberi fruttificano tutto l'anno. Le donne sono eternamente nubili e fresche, i cagnolini eternamente vispi e allegri. Le donne fanno il bagno e si accarezzano, i cagnolini giocano e corrono intorno alle donne. Sono di tutti i colori e di tutte le razze: ci sono bassotti, fox-terrier, Shi-Tuz, grifoni di Bruxelles, yorkshire, Cavalier King Charles, bichon ricci, westy e harrier beagle. L'unico cane grosso è un labrador saggio e mite, che ha il ruolo di consigliere degli altri. L'unica traccia di esistenza maschile è una videocassetta che presenta una scelta di interventi televisivi di Edouard Balladur; questa cassetta ha un effetto calmante su alcune donne nonché sulla maggior parte dei cani.

 

“So bene che i fatti sembrano contraddirmi, so bene che attualmente l'Islam – di gran lunga la più ottusa, la più falsa e la più oscurantista di tutte le religioni – sembra guadagnare terreno; ma resta comunque un fenomeno superficiale e transitorio: a lungo termine, l'Islam è segnato, sicuramente più di quanto lo sia il cristianesimo”.

 

Non era del tutto colpa loro, pensava; avevano vissuto in un mondo doloroso, un mondo di competizione di lotta, di vanità e di violenza; non avevano vissuto in un mondo armonioso. D'altra parte non avevano fatto nulla per modificare quel mondo, non avevano dato alcun contributo per migliorarlo.


© Istituto della Enciclopedia Italiana - Riproduzione riservata

0