24 settembre 2014

Combattere l’inquinamento negandolo

In Texas, ultra-conservatori e integralisti religiosi sembrano aver trovato un metodo infallibile per combattere i pericoli prospettati dal cambiamento climatico: negarli. Negarli a partire dalle scuole, sui cui banchi potrebbero presto arrivare nuovi testi scolastici infarciti di mistificazioni scientifiche e distorsioni storiche: tentativi (a volte palesemente grossolani) di minimizzare la responsabilità delle attività umane nel peggioramento delle condizioni climatiche durante l’ultimo secolo.

L’accusa arriva dal National Center for Science Education (NCSE) a dal Texas Freedom Network (TFN) – due organizzazioni no-profit impegnate nella difesa della libertà religiosa e dei diritti civili – che hanno denunciato il tentativo dell’establishment economico (appoggiato dall’ala più estremista della destra religiosa) di insinuarsi all’interno della scuola pubblica per giustificare o negare l’esistenza di un problema che, al contrario, a oggi rappresenta la più grave minaccia per la sopravvivenza della nostra specie. In vista dell’adozione di nuovi testi scolastici dedicati agli studi sociali (nelle scuole texane non avveniva dal 2003), a novembre il Texas State Board of Education si riunirà per esprimere il suo parere su una serie di manuali candidati all’approvazione. Ed è stata proprio la lettura di tali manuali a suscitare la preoccupazione di alcuni attivisti, che vi hanno ravvisato il tentativo palese di dipingere l’intera questione del cambiamento climatico come un evento scevro di qualsiasi validità scientifica, su cui anzi la comunità di ricercatori ed esperti internazionali si trova spesso in disaccordo. «Si tratta di un vero e proprio insulto alla scienza», afferma Minda Berbeco della NCSE. «Il cambiamento climatico sarà un problema chiave che i futuri cittadini del Texas dovranno imparare a conoscere e combattere. Anni fa il ritornello era quello di negarne l’esistenza. Ora, al contrario, molte persone hanno iniziato ad affermare che il cambiamento climatico esiste, ma non per colpa delle attività umane. È lo stesso tipo di negazione, con un altro nome». Secondo Kathy Miller, presidente del TFN, dietro questa operazione si intravede la mano lunga dell’Heartland Institute, think tank finanziato dal potentissimo gruppo economico dei fratelli Koch (già sostenitori dell’ultraconservatore Tea Party), che in ogni modo cerca di insinuare all’interno della mentalità statunitense un abbandono aprioristico e fideistico alle virtù del capitalismo, dell’industrializzazione e del libero mercato. Anche a costo di far passare la storia come una narrazione grottesca e surreale: in alcuni dei testi storici che potrebbero essere approvati dal Texas State Board of Education, viene affermato anche che la democrazia statunitense è nata sull’esempio di quanto affermato da Mosè e Salomone, mentre in alcuni passaggi la segregazione razziale nelle scuole pubbliche, in passato, è stato negli Stati Uniti un evento soltanto occasionale.


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