9 luglio 2019

Come il cambiamento climatico trasformerà la Siberia

La Siberia è a tutt’oggi una delle regioni più fredde e inospitali del mondo. A causa delle temperature rigide, specie nelle zone più a nord, il terreno risulta attualmente ancora molto difficile da coltivare e le condizioni abitative delle comunità umane che vi risiedono alquanto precarie. È, infatti, pur essendo sterminata (13,1 milioni di km², circa il 77% dell’intero territorio russo), una delle regioni a più bassa densità abitativa: solo 3 abitanti per km², che vivono in maggioranza lungo la steppa della foresta nel Sud, caratterizzata da un clima più mite.

Secondo un nuovo studio pubblicato sulla rivista Enviromental Research Letters e coordinato dalla NASA insieme al Centro di ricerca federale russo di Krasnojarsk, tuttavia, il paesaggio siberiano potrebbe radicalmente trasformarsi nei prossimi 60 anni per effetto dei cambiamenti climatici.

Anche nelle previsioni di un cambiamento climatico mite – secondo cioè uno scenario RCP (Representative Concentration Pathway, Percorsi rappresentativi di concentrazione di CO2) medio-basso (RCP 2,5) –, la regione sarebbe destinata a cambiamenti rilevanti, tali da renderla non più un luogo perlopiù inabitabile, bensì una nuova terra fertile e capace di attrarre una popolazione molto più numerosa dell’attuale. Servendosi dei modelli CMIP (Coupled Model Intercomparison Project), utilizzati per compiere proiezioni future sugli effetti dei cambiamenti climatici, e analizzando sia lo scenario RCP 2,5 sia quello RCP 8,5 (emissioni molto superiori rispetto al primo e quindi maggior riscaldamento), i ricercatori hanno calcolato un aumento di temperatura compreso tra 3,4 e 9,1 °C in inverno e 1,9 e 5,7 °C in estate, con precipitazioni annue in aumento dai 60 ai 140 millimetri.

Il 15% dell’intera Siberia potrebbe così diventare molto più appetibile per nuovi insediamenti umani e la popolazione potrebbe aumentare fino a 5-6 volte in più rispetto a quella attuale, la cui sopravvivenza sarebbe garantita non solo da un clima mite, ma anche dalla sicurezza alimentare dovuta a uno sviluppo di colture agricole anche in quei luoghi.

Data l’irreversibilità dei cambiamenti già innescati, lo studio suggerisce di avviare una nuova pianificazione territoriale della regione.

 

Immagine: Villaggio di pescatori sulle sponde del lago Bajkal, Siberia meridionale, Russia (11 ottobre 1973). Crediti: Urbain J. Kinet [No restrictions], attraverso Wikimedia Commons 

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