15 febbraio 2017

Come produrre grafene a basso costo dall’olio di soia

Arriva dall’Australia una svolta industriale nella produzione del grafene. Alcuni scienziati locali hanno individuato un sistema a basso costo che consente di produrre il prezioso materiale dall’olio di soia. Questa sostanza, molto usata nell’elettronica, in biomedica e nei pannelli solari, è un prodotto molto pregiato, perché costituito da uno strato di atomi di carbonio della resistenza meccanica del diamante e della flessibilità della plastica, oltre a essere un conduttore di elettricità con performance superiori a quelle del rame.

Normalmente si ottiene dalla grafite, la stessa sostanza contenuta nelle mine delle matite, ma con grande difficoltà. A oggi uno dei metodi di produzione migliori è quello ideato dai ricercatori americani dell’università della California a Los Angeles, che consiste nell’immergere fogli di ossido di grafite in una soluzione d’idrazina pura (un composto chimico di azoto e idrogeno), riducendo i fogli in un singolo strato di grafene. Il materiale realizzato in questo modo si è rivelato più efficiente come conduttore e molto più resistente, tanto che sono stati ottenuti dei fogli di grandi dimensioni: 20 milionesimi di metro per 40.

Ma la scoperta australiana è destinata a rivoluzionare completamente il settore. Infatti, il team dell’Ente nazionale di ricerca Csiro, con a capo il fisico Zhao Jun Han, prevede l’uso di solo olio di semi di soia che, secondo quanto descritto da Nature Communications, viene riscaldato per circa 30 minuti finché non si disgrega in unità di carbonio per poi essere rapidamente raffreddato su fogli di nichelio. Questo nuovo sistema consentirebbe di abbattere notevolmente i costi di produzione e nello stesso tempo darebbe un forte impulso alla produzione di nuovi prodotti, come batterie, cavi, schermi e auricolari.

 


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