19 marzo 2015

Eclissi del secolo istruzioni per l'uso

Eclissi del secolo o eclissi dell'Equinozio di primavera. Comunque la chiamiate, l'eclissi di Sole di venerdì 20 marzo sarà uno spettacolo indimenticabile per molti. Di certo le eclissi solari non sono eventi rari, infatti in un periodo di 18,03 anni (ciclo di Saros) si verificano, pensate, 29 eclissi di Luna e 41 eclissi di Sole, anche se non tutte sono totali come questa a cui stiamo per assistere.

In poche parole quello che vedremo sarà il nostro satellite naturale (appunto la Luna) frapporsi tra la Terra e il Sole, che verrà quindi oscurato temporaneamente. Non si tratta di un evento raro, ma di certo è qualcosa che non capita tutti i giorni perché Sole, Luna e Terra devono essere perfettamente allineati. In Italia il fenomeno non sarà visibile nella sua totalità, come invece accadrà sull’Atlantico settentrionale, dalle Isole Fær Øer e dalle Isole Svalbard. In Scozia si potrà osservare un oscuramento del disco solare del 97%, ma la percentuale scende con la latitudine: 84% a Londra, 75% a Parigi e 65% a Madrid. Da noi il tutto inizierà tra le 9:15 e le 9:30 (a seconda della città in cui ci si trova) di venerdì mattina per concludersi alle 11.30 (minuto più, minuto meno). Il suo picco di massima oscurità si verificherà tra le 10.15 e le 10.45 ma in ogni caso in Italia l’occultamento del disco sarà solo parziale, circa il 56% alla latitudine di Napoli, mentre a Milano sarà più visibile con il 64% di oscuramento. Quindi non credete a chi su Internet in questi giorni ha scritto che in Italia arriverà il buio, non è così. L'eclissi è totale solo in alcune parti del pianeta. In realtà prima di poter assistere in Italia a un oscuramento totale del Sole dovremo aspettare il 2081. L’ultima eclissi solare c’è stata quattro anni fa e la prossima sarà visibile fra cinque. I prossimi eventi osservabili in Europa, infatti, si verificheranno il 21 Giugno 2020 (eclissi anulare - vale a dire quando la Luna non copre totalmente il disco del Sole e lascia trapelare, appunto, un anello luminoso), il 10 giugno 2021 (anulare), il 25 ottobre 2022 (parziale), il 29 marzo 2025 (parziale) e il 12 agosto 2026 (totale). Altre eclissi si verificheranno nel corso dei prossimi anni, ma sarà possibile studiarle solo da altri continenti. Oltre a un eccezionale fenomeno mediatico (sul web non si parla d'altro da almeno un mese), l'eclissi è prima di tutto un affascinante fenomeno scientifico. "L’eclissi di Sole offre uno spettacolo indimenticabile, che merita l’attenzione anche di chi non  osserva il cielo abitualmente", ha spiegato Massimo Della Valle, direttore dell’Osservatorio Astronomico di Napoli dell’INAF . "In passato le eclissi di Sole, in particolare quelle totali, erano fenomeni che rivestivano grande interesse astrofisico. Permettevano di studiare gli strati esterni della fotosfera solare e la sua corona. In epoca recente l’importanza scientifica delle eclissi è andata via via scemando anche se la graduale diminuzione di luminosità del disco Solare, che avviene in  pieno giorno e senza segni premonitori, non ha mai smesso di generare nell’uomo antico apprensione e paure". Paure soprattutto per i pannelli fotovoltaici che, maggiormente dove l’oscuramento sarà più visibile, potrebbero non ricevere abbastanza energia (ad esempio in Germania). L’eclissi del 1919 è una di quelle più famose, almeno tra gli scienziati: Arthur Eddington fu in grado di verificare sperimentalmente una delle previsioni della Relatività Generale di Einstein. Diversi saranno gli eventi in tutto il mondo, e in Italia, organizzati da astrofili, osservatori e appassionati per osservare l'eclissi. Anche l’Agenzia Spaziale Europea se ne occuperà, riprendendo l’eclissi solare in orbita con il minisatellite ESA Proba-2 , che si trova a ben 820 chilometri sopra la Terra (Samantha Cristoforetti si trova a circa 400 km nella ISS) collegato in diretta con lo Space Expo di Noordwijk, nei Paesi Bassi. È  vero, è un evento che interessa e affascina l'uomo, ma soprattutto i bambini. Bisogna stare attenti però, perché osservare un'eclissi a occhio nudo può essere davvero molto pericoloso per la nostra vista (le conseguenze possono essere anche permanenti). È dovere quindi raccomandare e ricordarsi di non utilizzare neanche binocoli o telescopi per assistere all'eclissi. Per seguire il fenomeno in tutta sicurezza gli esperti consigliano di munirsi di occhialini certificati per eclissi, acquistabili a pochi euro nei negozi di materiale astronomico, o guardarla attraverso la proiezione indiretta di un telescopio, dotato di appositi filtri. Da evitare solo le soluzioni "homemade" che non garantiscono un’adeguata schermatura della radiazione solare, quindi da evitare vecchie pellicole fotografiche, radiografie, vetri affumicati o occhiali da sole .  In alternativa si possono utilizzare degli occhiali da saldatore con indice di protezione numero 14.


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