03 ottobre 2012

Elementare, Watson! Arriva il supercomputer via cloud

Watson, il supercomputer sviluppato dalla IBM, potrebbe diventare in breve tempo una piattaforma basata sul cloud-computing, ed essere consultabile da persone connesse da tutto il mondo, che potranno ‘interrogarlo’ su una vasta gamma di questioni. Già apprezzato, tra le altre cose, per aver sfidato e battuto due campioni di Jeopardy!, celebre quiz a premi statunitense, Watson è un computer modulare composto da almeno 90 server per 16.000 gigabyte totali di RAM. Oltre alle sue enormi capacità di calcolo e di analisi linguistica, ciò che lo contraddistingue è la  spiccata ‘super-intelligenza’ artificiale. Watson è infatti in grado di assumere un atteggiamento autonomo nella ricerca della soluzione dei problemi. Ciò include, per esempio, la capacità di gestire conversazioni multiple via e-mail, o anche di porre domande di sua iniziativa per ottenere i dati di cui ha bisogno. Dopo aver fatto il suo debutto sul mercato finanziario – dove si è districato egregiamente tra mutui, azioni e altre transazioni finanziarie – Watson è stato testato con successo anche in campo medico, rivelandosi (almeno nei test) un potente aiuto diagnostico per gli oncologi. Insomma, tutto sembra pronto affinché Watson faccia finalmente il suo ingresso nel mondo del cloud-computing. “Watson sta per diventare un consigliere e un assistente affidabile per prendere ogni tipo di decisione”, afferma John Gordon, marketing manager della IBM di New York. “Ci auguriamo di poter ampliare l’accessibilità di Watson fornendolo come servizio basato su cloud. Abbiamo un certo numero di applicazioni in esame, ma il nostro obiettivo è renderlo un servizio che non richieda un elevato livello di investimenti da parte dell’utente”.


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