22 dicembre 2015

Facebook, Google e Twitter contro l’hate speech

I colossi del web hanno concordato una strategia tesa a eliminare completamente dalle proprie piattaforme ogni riferimento razzista e xenofobo innescato dall’arrivo dei rifugiati siriani in Germania. Un programma che presto potrebbe essere esteso a tutta l’Europa e che renderà più facile segnalare e rimuovere gli account colpevoli di istigazione alla violenza razziale.

L’iniziativa, fortemente auspicata dalle autorità tedesche, nasce come tentativo di arginare l’avanzata di un montante sentimento nazionalista che viene fomentato senza sosta da diversi gruppi tedeschi di estrema destra, i quali hanno trovato proprio nel web uno dei canali privilegiati attraverso cui diffondere campagne di odio e pregiudizio verso i tantissimi rifugiati (non solo siriani, ma anche afghani e libanesi) approdati in Germania nel corso degli ultimi anni. «Quando vengono oltrepassati i limiti della libertà di parola e si sconfina nelle espressioni criminose, nella sedizione, nell’incitamento a perpetrare gesti violenti e illegali che possono mettere in pericolo le persone, queste manifestazioni devono essere cancellate dalla rete», ha dichiarato Heiko Maas, ministro della Giustizia tedesco e tra i principali artefici dell’accordo: «Per questo abbiamo concordato che, come regola, tale rimozione possa avvenire nel giro di 24 ore». Maas ha inoltre aggiunto che l’accordo garantirà che tali esternazioni verranno trattate secondo il diritto tedesco e non seguendo le politiche interne delle singole compagnie: particolare non secondario, quest’ultimo, in quanto la legislazione vigente in Germania prevede che i commenti pubblici colpevoli di incitare alla violenza contro gruppi etnici e religiosi siano sanzionati con condanne che possono arrivare fino ai tre anni di carcere.

 


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