8 gennaio 2019

Gennaio all’insegna delle avventure spaziali

Due importanti eventi sono avvenuti in questo inizio di nuovo anno nella perlustrazione dello spazio: l’incontro ravvicinato della sonda della NASA New Horizons con l’asteroide Ultima Thule, l’oggetto più lontano mai sorvolato dagli umani, il giorno di capodanno, e l’allunaggio di ChangE 4, il 3 gennaio, nell’ambito della articolata missione cinese che aveva già lanciato a maggio il satellite Queqiao e che ha per obiettivo l’esplorazione della parte non visibile dalla Terra della Luna.

 

New Horizons

New Horizons è da molti anni che viaggia nello spazio: partita nel gennaio del 2006 da Cape Canaveral, ha raggiunto nel 2015 Plutone – fino al 2005 considerato l’ultimo pianeta del Sistema solare, ma poi declassato a pianeta nano – e la sua luna Caronte, e ha continuato poi il suo spettacolare tragitto inoltrandosi, a circa 6,4 miliardi di chilometri di distanza dalla Terra, nella Fascia di Kuiper (asteroidi al di là dell’orbita di Nettuno), quell’area limitrofa del nostro sistema in cui orbitano migliaia di oggetti composti perlopiù di sostanze volatili congelate. Di questi fa parte 2014 MU69, soprannominato “affettuosamente” Ultima Thule (in onore di un’isola ghiacciata descritta nel IV secolo a.C. dal geografo greco Pitea), un piccolo corpo celeste scoperto nel 2014 dallo Hubble Space Telescope e scelto come successiva destinazione di New Horizons nell’agosto del 2015. Tale asteroide ha una strana forma a “pupazzo di neve” – tanto che le prime foto inviate dalla sonda hanno fatto pensare si trattasse di due corpi separati, e i dubbi non sono ancora del tutto evasi –, ha un diametro di circa 30-40 chilometri e un periodo orbitale di quasi 300 anni. New Horizons lo ha avvicinato a una distanza di circa 3.500 chilometri e continuerà ancora a lungo a inviare dati, che verranno scaricati e analizzati, consentendoci di capire qualcosa in più dell’origine del Sistema solare. Ultima Thule è considerato infatti uno degli oggetti più antichi e meno alterati del Sistema solare e può, quindi, rivelarci in che modo si formano i pianeti in generale: «una sorta di macchina del tempo – lo hanno definito i ricercatori della NASA –, che ci riconduce all'inizio della storia del sistema solare, in un luogo in cui si possono osservare i mattoni primordiali dei pianeti».

 

Alla missione di New Horizons ha dedicato un affascinante video musicale Brian May, astrofisico e soprattutto chitarrista dei Queen

 

ChangE 4

L’altra grande avventura conoscitiva è quella dell’Agenzia spaziale cinese, anch’essa giunta a buon fine, per esplorare per la prima volta il cosiddetto lato “oscuro” – in realtà solo per noi – della Luna. La sonda Chang’e-4 si è posata sulla superficie lunare nel bacino Polo Sud-Aitken, iniziando così l’analisi geologica di quest’area su cui mai prima l’uomo aveva messo “piede”. L’invio dei dati a Terra non avverrà però in modo diretto, bensì attraverso il satellite Queqiao, una sorta di “ponte radio” tra la sonda e noi.

Gli obiettivi della missione sono stati descritti in uno studio pubblicato su Planetary and Space Science dal team di Yingzhuo Jia, dell’Università dell’Accademia delle scienze cinese a Pechino. Verranno effettuate misurazioni del terreno lunare e della composizione minerale, in particolare nel bacino di Aitken perché si crede che sia frutto di una collisione antichissima e potrebbe perciò fornirci informazioni sull’origine del nostro satellite naturale in quanto ne espone le parti più profonde della crosta. Inoltre verrà compiuto uno studio radio-astronomico a bassa frequenza della superficie lunare. Infine, sono previsti alcuni esperimenti biologici: gli scienziati cinesi tenteranno infatti di far crescere alcuni campioni biologici (semi di patata e di Arabidopsis thaliana, nonché uova di bachi da seta), ricreando una sorta di ecosistema.

 

Un video del Guardian sulla missione

 

Crediti immagine di copertina: NASA [Public domain], via Wikimedia Commons

 


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