01 giugno 2016

Gli antibiotici da allevamento aumentano l’effetto serra

Gli antibiotici comunemente utilizzati dagli allevatori per mantenere in salute il bestiame contribuiscono ad aggravare le emissioni di gas a effetto serra derivate dalla decomposizione del letame bovino: lo afferma uno studio internazionale pubblicato su Proceedings of the Royal Society B , secondo il quale tali farmaci contribuirebbero ad aumentare dell’80% il numero di microrganismi produttori di metano all’interno delle feci degli animali.

Secondo i ricercatori, che hanno sottoposto alcune cavie a un trattamento farmacologico di tre giorni a base di tetraciclina (uno degli antibiotici più diffusi negli allevamenti), i medicinali sembrano causare un aumento dei microrganismi produttori di metano (chiamati archea) presenti all’interno del sistema digestivo dei bovini in risposta alla soppressione degli altri batteri. Come conseguenza, il letame degli animali sottoposti a un ciclo di antibiotici sembra produrre in media circa l’80% in più di gas a effetto serra rispetto alle feci degli animali esentati dalla somministrazione. Non solo: l’effetto degli antibiotici sembra ripercuotersi anche nell’apparato digerente degli scarabei stercorari, arrivando a compromettere il loro ciclo vitale e interferendo con il ruolo fondamentale che questi insetti ricoprono nel ciclo del carbonio e nella fertilizzazione naturale del suolo. «La maggior parte del metano prodotto dai bovini viene rilasciato attraverso le loro eruttazioni, e crediamo che gli antibiotici siano responsabili anche di un aumento del metano espulso in questo modo – ma in questo studio non siamo stati in grado di misurarlo direttamente», puntualizza Tobin Hammer, etologo presso la University of Colorado e tra gli autori dello studio, che ha voluto ricordare come attualmente le emissioni del bestiame da allevamento costituiscano almeno il 4% del totale delle emissioni di gas serra prodotto dalle attività umane: «Un secondo fattore sconosciuto è quanto generalizzabili siano queste conseguenze quando rapportate a differenti tipologie di antibiotici. Infine non sappiamo se, in termini di impatto ambientale, l’aumento di emissioni causato dagli antibiotici sia superato dall’incremento della salute e dell’efficienza degli allevamenti». «Questo studio dimostra ancora una volta come l’utilizzo improprio di antibiotici debba essere contenuto», commenta Tim Morris, professore presso la University of Nottingham School of Veterinary Medicine and Science, il quale sottolinea come l’abuso dei suddetti medicinali sia già stato accusato di aumentare la resistenza antibiotica negli esseri umani e di alimentare l’inquinamento atmosferico, contribuendo ad aggravare il processo di cambiamento climatico: «Da una parte questi risultati non devono distrarci dall’obiettivo di limitare l’utilizzo degli antibiotici, e dell’altra devono essere usati appropriatamente nel quadro delle questioni più ampie che coinvolgono il settore dell’agricoltura».

 


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