06 ottobre 2015

Google prepara la rivoluzione dei computer quantistici

Sviluppato in collaborazione con la NASA e la Universities Space Research Association (USRA), D-Wave (il nuovo computer quantistico in costruzione presso l’Ames Research Centre) passerà da una dotazione di 512 qubit – la soglia minima oltre la quale è possibile parlare di computer qunatistici – a oltre 1.000 qubit. Secondo la società, questo salto in avanti non comporterà nessun aumento significativo sotto il profilo della quantità di energia necessaria ad alimentare il computer: un dettaglio che lascia ben sperare in una rapida evoluzione di questa tipologia di macchine.

In ogni caso, bisognerà aspettare almeno sette anni prima di poter assistere alle straordinarie proprietà di calcolo promesse dai nuovi, rivoluzionari computer quantistici: lo afferma la D-Wave Systems, la compagnia canadese incaricata da Google di mettere a punto ed eseguire l’upgrade del sistema. «L’accordo permette a Google e ai suoi partner di mantenere il sistema D-Wave all’avanguardia per i prossimi sette anni», si legge in un comunicato stampa diffuso dalla compagnia. «La nuova generazione di sistemi D-Wave saranno installati presso l’Ames Research Centre della NASA appena saranno disponibili». Del resto si tratta di una tecnologia molto complessa e tuttora in fase sperimentale, soprattutto dal punto di vista della programmazione (ovvero lo scarto dal sistema binario basato sui bit alle esponenziali possibilità fornite dai qubit), dinamica che rende difficile qualsiasi tipo di valutazione preliminare. Eppure l’intero sistema non dovrebbe consumare più di 15 kilowatt di energia, mentre il solo chip quantistico non richiederà più di una frazione di microwatt. La maggior parte dell’energia sarà infatti convogliata nel sistema di refrigerazione, il che significa che Google potrà continuare a implementare le performance del computer senza dover necessariamente aumentare la quantità di elettricità necessaria all’alimentazione dell’intero apparato.

 


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