05 luglio 2017

Grande attesa per La Bohème di Taormina

Era il primo febbraio 1896 quando La Bohème andò in scena per la prima volta al Teatro Regio di Torino, consacrando il successo del suo autore Giacomo Puccini, all’epoca trentasettenne, e il felice sodalizio con i librettisti Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, inaugurato tre anni prima con la Manon Lescaut.

La Bohème, considerata uno dei massimi capolavori del panorama operistico tardoromantico, era un adattamento in quattro atti del romanzo d’appendice francese Scènes de la vie de Bohème, pubblicato nel 1851 dallo scrittore parigino Henri Murger: un testo che fu all’epoca un vero e proprio bestseller, se si pensa che fu di ispirazione anche per il celeberrimo Scandalo in Boemia di Arthur Conan Doyle, e vide, nell’anno successivo a quella pucciniana, una seconda versione operistica a cura del compositore napoletano Ruggero Leoncavallo.

Ma la critica riconosce universalmente la superiorità del lavoro dell’operista lucchese, che seppe ricostruire perfettamente, anche grazie ad alcune arie particolarmente riuscite e di fama universale come Che gelida manina, l’atmosfera spensierata e allo stesso tempo la vicenda profondamente drammatica e colma di turbamenti della vita dei bohémien parigini degli anni Trenta del XIX secolo.

E oggi questa opera immortale rivive in una cornice d’eccezione, quella del Teatro antico di Taormina, splendido monumento romano di fondazione ellenistica che offre un panorama unico sull’Etna e sul Mar Jonio e che, a partire dagli anni Cinquanta, ha vissuto una nuova vita come cornice di eventi di livello internazionale tra cui il premio David di Donatello, che ha ospitato fino al 1981, e il Taormina Opera Festival, che quest’anno offre appunto un evento d’eccezione: il capolavoro pucciniano rivivrà, infatti, in un allestimento internazionale per la regia di Enrico Castiglione, con la partecipazione del Gaulitanus Choir di Malta e dell’orchestra sinfonica del Grand Theatre di Lanzhou, Cina.

Grazie alla realizzazione di un vero e proprio film dal vivo, che si avvarrà delle più avanzate tecnologie audio e video tra cui anche i droni per le riprese aeree, potranno vedere l’opera in diretta gli spettatori di oltre 500 sale cinematografiche in tutta Europa, in più di 35 Paesi, garantendo così alla Bohème un palcoscenico davvero mondiale e mostrando ancora una volta le grandi potenzialità del sodalizio tra cultura e tecnologia.

 


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