04 dicembre 2015

Hollywood celebra Amy Winehouse

Amy, documentario firmato dal regista Asif Kapadia, è stato nominato nella rosa dei candidati per il Producers Guild of America Award. Presentato al Festival di Cannes a maggio, Amy detiene attualmente il record di incassi mai raggiunto da un documentario britannico, confermandosi un successo anche negli Stati Uniti, dove finora ha incassato al botteghino 8,3 milioni di dollari – cifra che ha fatto entrare l’opera nella top 25 dei migliori incassi mai conseguiti da un documentario nei cinema statunitensi.

Disponibile in home video a partire dal 4 dicembre, Amy è un docu-film riuscito – a tratti roboante, a volte delicato e commovente – con cui Kapadia è riuscito a restituire al pubblico un ritratto in larga parte inedito della cantante soul morta nel luglio 2011 per intossicazione alcolica. Un risultato accompagnato da una colonna sonora impeccabile, firmata dal compositore brasiliano Antônio Pinto, che si integra perfettamente con i brani originali eseguiti dalla cantante, estrapolati da album, demo ed esibizioni dal vivo. Il film, oltre a ripercorrere in ordine cronologico le tappe dell’inarrestabile ascesa di Amy Winehouse, non risparmia di citarne gli episodi più impietosi e scandalosi, lanciando più di una frecciata all’affetto non sempre disinteressato del padre e del fratello, all’assenza più che simbolica della madre e all’incapacità di amiche e manager di contenere una pulsione autodistruttiva che durante gli ultimi anni di vita cominciava a diventare sempre più preponderante. Un’opera matura e sentita che si è indubbiamente guadagnata l’onore di correre in lizza per il prestigioso Producers Guild of America Award, la cui cerimonia di premiazione si terrà presso l’Hyatt Regency Century Plaza di Los Angeles il prossimo 23 gennaio.

 


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