10 maggio 2017

I pericoli di curarsi online. Un decalogo per proteggersi

Forse complice la crisi, o semplicemente la pigrizia, in molti pensano che Internet sia una fonte affidabile anche quando in gioco c’è la salute. Ma i rischi sono altissimi e la difficoltà principale è quella di accertare l’attendibilità delle fonti. Nel 2014, secondo i dati Censis, solo 4 italiani su 10 avevano fatto ricerche su Internet per questioni di salute. Mentre nell’ultimo sondaggio di gennaio 2017 la percentuale è salita all’88%. E la cosa più grave è che quasi la metà del campione, il 44%, si affida alla prima pagina proposta dai motori di ricerca senza preoccuparsi troppo di verificare se la fonte sia veramente credibile.

L’Unione Nazionale Medico Scientifica di Informazione (UNAMSI) con l’appoggio del Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri (CIPOMO) ha elaborato un decalogo per proteggersi da questa rischiosa abitudine e lo presenterà in versione integrale oggi, 10 maggio, a Milano.

Basta seguire queste semplici indicazioni e un po’ di buon senso per evitare di incappare in consigli dettati più da interessi commerciali o “lobby di pensiero”, che da evidenze scientifiche. Per prima cosa, ovviamente, occhio alle fonti. Sempre meglio affidarsi a pagine ufficiali di organizzazioni riconosciute e affidabili. Attenzione anche a forum e blog, dove spesso le discussioni sono alimentate dal racconto di esperienze personali. Si tratta di fonti particolarmente insidiose, che possono suscitare empatia, ma non è detto che siano attendibili. Altro importante consiglio, è controllare sempre la data di pubblicazione. Soprattutto quando ci si sta informando su terapie e allarmi, perché un suggerimento prezioso non è detto che resti tale anche dopo diversi anni dalla pubblicazione. Indispensabile anche un po’ di dimestichezza con il funzionamento di motori di ricerca e social network, che spesso, nel tentativo di aiutarci, fanno esattamente l’opposto. Ad esempio, continuando a suggerire in prima battuta i risultati di ricerche precedenti.

Ma attenzione anche alla nostra psiche, che tende ad accreditare informazioni più in linea con quello che già conosciamo o pensiamo di conoscere. Un meccanismo psicologico simile a quello generato dalla paura: se cerchiamo sul web dei sintomi, siano essi veri o presunti, spinti dai timori di una malattia, tenderemo sempre a fidarci delle informazioni più negative. Ma il consiglio più importante, senza dubbio, è quello di ricordarsi che i siti più affidabili non ci dicono come curarci, ma in base a quali criteri devono essere assunte le decisioni mediche.

 


0