18 gennaio 2019

I segreti del Codice Atlantico: Leonardo all’Ambrosiana

Il 2019 è l’anno di Leonardo: sono trascorsi infatti cinque secoli dalla sua morte, avvenuta il 2 maggio 1519, e in tutto il mondo ci si prepara a celebrarne il genio mai adombrato da quello di altri. Tra le prime iniziative, quella della Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, che conserva il Codice Atlantico, la più vasta delle raccolte dei suoi autografi: 1119 fogli che testimoniano i percorsi della sua mente in un arco di tempo – dal 1478 al 1519 – di oltre quarant’anni anni.

Il Codice, che deve il suo nome al formato dei fogli su cui gli autografi leonardiani per metterli in salvo furono incollati, che era il medesimo utilizzato per gli atlanti geografici, subì diverse vicissitudini, molti passaggi di mano, difficili recuperi e ricomposizioni, e dobbiamo gratitudine a Canova se oggi si trova ancora conservato all’Ambrosiana, a cui era stato donato nel 1637: portato al Louvre in epoca napoleonica, per via della grafia inversa di Leonardo fu scambiato da un funzionario addetto alle restituzioni per un manoscritto cinese e fu il maestro veneto, emissario dello Stato Pontificio, a riconoscerlo e a includerlo tra le opere da restituire all’Italia. Restaurato nel 1968, è oggi più fruibile dal pubblico grazie alla scelta, compiuta nel 2008, di inserire ciascun foglio in speciali passe-partout che ne assicurano la migliore conservazione.

Il Codice Atlantico è un tesoro di eccezionale preziosità: schizzi, disegni preparatori per opere pittoriche, studi di anatomia, di matematica, di astronomia e di ottica, riflessioni filosofiche, ricette di cucina, nonché i celeberrimi progetti meccanici, le “automobili” e gli avveniristici marchingegni di uso civile e militare che la mente vulcanica e visionaria di Leonardo produsse incessantemente.

Del Codice l’Ambrosiana esporrà numerosi fogli, scelti tra i più famosi, nel corso di diversi eventi successivi. I segreti del Codice Atlantico. Leonardo all’Ambrosiana è un’esposizione divisa in due parti: la prima (fino al 17 marzo 2019) sarà dedicata soprattutto a Milano, dove Leonardo visse dal 1482 al 1500 e poi nuovamente dal 1508 al 1513, con la pianta prospettica della città, lo studio per il naviglio di San Cristoforo (il maestro era stato incaricato da Ludovico il Moro di ideare un sistema di navigazione dal Lago di Como fino in città e progettò diverse soluzioni, tra cui il sistema delle chiuse per ovviare al problema del dislivello dei terreni), gli studi sul tiburio del duomo (un problema ingegneristico assai complesso per cui erano stati interpellati anche Bramante e Francesco di Giorgio Martini), il progetto per il monumento equestre in onore del duca Francesco Sforza; nella seconda (dal 19 marzo al 16 giugno) verranno esposti alcuni progetti per macchine belliche, ma si concentrerà soprattutto sugli studi d’ingegneria civile.

Seguirà poi la mostra Leonardo in Francia. Disegni di epoca francese dal Codice Atlantico (18 giugno - 15 settembre), dedicata agli ultimi suoi anni di vita presso la corte di Francesco I (che gli comprò, come è noto, la Gioconda, realizzata tra il 1503 e il 1504) e incentrata sui disegni architettonici e idraulici collegati al progetto di una nuova residenza reale a Romorantin. La serie di eventi si chiuderà infine con Leonardo e il suo lascito: gli artisti e le tecniche (17 settembre 2019 - 12 gennaio 2020), che amplierà lo sguardo anche sui discepoli e sulle innovazioni tecniche apportate da Leonardo nella sua cerchia nel periodo milanese.

 

Crediti immagine: Leonardo da Vinci [Public domain], attraverso Wikimedia Commons

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