23 gennaio 2018

Il Fondo Sergio Solmi della Fondazione Sapegno

Esistono biblioteche d’autore che possono suscitare l’entusiasmo non solo dei bibliofili per via del notevole numero di prime edizioni ivi presenti, ma anche degli studiosi al fine di comprendere la formazione culturale e gli interessi del proprietario. Tra di esse spicca certamente quella del prosatore, poeta e critico, come lui stesso si definì in un’intervista del 1973, Sergio Solmi, oggi conservata nei locali della Fondazione «Centro di studi storico-letterari Natalino Sapegno - Onlus» di Morgex (Aosta).

Nel Fondo Solmi, che consta di più di 11000 volumi tra libri e riviste, si trovano edizioni rarissime, spesso impreziosite da dediche manoscritte degli autori (“Caro amico ti dedico…”. Libri con dedica autografa: studio e valutazione in https://wp.me/P9l3my-fs). Partiamo da due dei più importanti poeti italiani del Novecento: Montale e Ungaretti. Grazie alle dediche presenti nei loro libri, si può intuire che l’amicizia con Solmi risalente ai primi decenni del secolo scorso si protrasse per tutta la vita.

Nel caso di Montale troviamo una prima dedica del 12 luglio 1925 («A Sergio, fraternamente») nella princeps di Ossi di seppia (Torino, Gobetti, 1925), cui ne segue una successiva del 26 gennaio 1928 nella seconda edizione dell’opera (Torino, F.lli Ribet, 1928): «A Sergio / senz’altra parola», con evidente allusione alla poesia della silloge Non chiederci la parola. Si continua con la dedica nella princeps de La casa dei doganieri e altri versi (Firenze, Vallecchi, 1932: «A Sergio / il suo aff.mo / Eugenio / 1932»), per arrivare a quella di Tutte le poesie  (Milano, Mondadori, 1977), dove Montale ricorda i molti anni di amicizia («A Sergio, / con 50 anni di affetto / Eugenio / 7/3/78»).

Non dissimile il caso di Ungaretti. Troviamo una prima dedica nella princeps del Sentimento del tempo (Firenze, Vallecchi, 1933: «A Sergio Solmi / intenditore di poesia / e amico / Giuseppe Ungaretti / Marino (Roma) il 1. settembre XI»), cui seguiranno tante altre dediche, spesso in libri rarissimi, tra le quali vale la pena di menzionare quella in Il povero nella città (Milano, Edizioni della Meridiana, 1949: «Per Sergio Solmi / il suo amico devoto / e il suo ammiratore / Giuseppe Ungaretti / Milano, il 19 settembre 1949») e in aggiunta quella di Un grido e paesaggi (Milano, Schwarz, stampa 1952: «A Sergio Solmi / fraternamente/ Ungaretti»).

Il quadro dei grandi scrittori italiani si amplia con Svevo (Senilità, Milano, Monreale, 1927: «A Sergio Solmi / Con saluti cordiali / Italo Svevo / 16.8.1927»), Sereni (Frontiera, Milano, Ed. di Corrente, 1941-XIX: «A Sergio Solmi con viva simpatia Vittorio Sereni / Milano febbraio 1941»; Diario d’Algeria, Firenze, Vallecchi, 1947: «A Sergio Solmi / con la viva simpatia del suo / Vittorio Sereni / Firenze, maggio 47»), GaddaLa madonna dei filosofi, Firenze, Solaria, 1931: «A Sergio Solmi / cordiale e deferente omaggio / di Carlo Emilio Gadda / Firenze, 14 aprile 1931»; Il castello di Udine, Firenze, Solaria, 1934: «A Sergio Solmi / con affettuoso pensiero / e altissima stima / Carlo Emilio Gadda / Firenze, 11 maggio 1934 / (XII e.f.)»; Le meraviglie d’Italia, Firenze, Parenti, 1939: «A Sergio Solmi / in affettuoso ricordo / Carlo Emilio Gadda / Firenze, li 14 luglio 1939. / XVII»), Quasimodo (Poesie, Milano, Ed. Primi Piani, 1938: «a Sergio Solmi / sempre con l’antico affetto / Quasimodo / Milano, agosto 1938»; Odore di Eucalyptus ed altri versi, Premio dell’Antico Fattore 1932, Firenze, [s.n.], 1933: «a Sergio Solmi / con grande affetto / Quasimodo / Cagliari, ottobre XII» ), e così via.

Ma il Fondo Solmi non si limita a conservare volumi di soli autori italiani: altrettanto cospicua è la sezione francese, come anche la parte documentaria, dove si trovano materiali di lavoro nonché lettere con i grandi intellettuali e scrittori del Novecento.

Un altro aspetto particolarmente significativo che caratterizza il Fondo è il fatto che nei locali della Fondazione Sapegno siano stati trasferiti anche i mobili e le librerie di Solmi in modo da ricostruire spazialmente il suo studio milanese. Uno straordinario esempio, insomma, di come una collezione libraria possa essere valorizzata anche nel modo di presentarsi al pubblico.

La Biblioteca e l’Archivio del «Centro di studi storico-letterari Natalino Sapegno - Onlus» (Tour de l’Archet, Place de l’Archet 6, 11017 Morgex, Valle d’Aosta) sono accessibili, previo appuntamento, inviando una mail al seguente indirizzo: segreteria@sapegno.it.

 


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