21 dicembre 2018

Il genoma delle rondini

Le rondini sono uccelli affascinanti per la loro capacità di sincronizzarsi alla perfezione con il cambiamento stagionale: partono infatti sempre nel momento giusto per arrivare quando le condizioni ecologiche sono per loro più favorevoli, compiendo distanze anche molto lunghe e viaggi che possono durare settimane; se la primavera ritarda, anche le rondini si fanno attendere. Questa capacità piuttosto misteriosa è stata oggetto di un recente studio etologico, compiuto in collaborazione dal Politecnico e dall’Università statale di Milano e pubblicato su Scientific Reports, che ha mostrato che i singoli individui, sia quelli che svernano in Africa meridionale e migrano verso l’Europa settentrionale, sia quelli che svernano in Africa equatoriale e migrano verso il Sud dell’Europa, trascorrono l’inverno in luoghi in cui le temperature durante le settimane precedenti all’inizio della migrazione sono correlate alle temperature dei luoghi di arrivo: sembra, insomma, che le rondini dispongano di informazioni tali da prevedere le condizioni meteorologiche dei luoghi d’arrivo, in quei luoghi cioè dove stagionalmente tornano a deporre le uova.

Quale che sia l’origine di questa loro “sapienza” e di questa splendida sincronia, è però certo che sono ora entrambe messe a repentaglio dai cambiamenti climatici: negli ultimi anni, infatti, si è registrato un sensibile calo demografico di questa specie. Lo studio delle rondini sta anche assumendo quindi una rilevanza particolare in funzione della conservazione della varietà biologica, ed è di pochi giorni fa la notizia che, sempre l’Università Statale di Milano, in collaborazione con l’Università di Pavia e della California State Polytechnic University, ne ha sequenziato l’intero genoma, mettendolo a disposizione della comunità scientifica sulla rivista Gigascience. Le informazioni sul genoma della rondine permetteranno così di capire i meccanismi biologici alla base di tale declino, nonché di rivelare i processi evolutivi che potrebbero assicurare l’adattamento e quindi la sopravvivenza della specie anche in un contesto di cambiamenti ecologici tanto drammatico.

Il lavoro svolto dall’Università di Milano è parte del Vertebrate Genomes Project, un progetto internazionale che ha l’obiettivo di sequenziare, nei prossimi anni, il genoma di tutte le oltre 66.000 specie di Vertebrati viventi, molte delle quali a rischio estinzione.

 

Crediti immagine: Daniel Pettersson [CC BY-SA 2.5 se (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.5/se/deed.en)], attraverso Wikimedia Commons

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