17 febbraio 2014

Il genoma di Riccardo III

Un anno e mezzo fa, durante i lavori per la costruzione di un nuovo parcheggio a Leicester, venivano ritrovati i resti di uno scheletro molto antico: quello di Riccardo III, indimenticato e malvagio sovrano d’Inghilterra le cui gesta furono rese immortali dalla penna di William Shakespeare. Ora un team di esperti, guidato dal genetista Turi King, ha intenzione di ‘macinare’ qualche frammento osseo per procedere con il sequenziamento del suo genoma. L’obiettivo è quello di fare finalmente luce su alcuni dettagli estetici di uno dei più popolari monarchi della storia britannica. Riccardo III morì a Bosworth del 1485, sconfitto da Henry Tudor (che successivamente diventerà Enrico VII), durante la battaglia che gli storici indicano come la fine ufficiale della Guerra delle due rose. In segno di disprezzo, il suo corpo venne gettato in una fossa comune presso il convento francescano di Leicester: l’ordine sopravvisse fino al 1538, data oltre la quale l’edificio venne abbattuto. I resti di Riccardo III giacquero sotto terra per secoli, finché non furono riesumati – per puro caso – soltanto nel 2012. Sequenziare il genoma di Riccardo III comporterà circa un anno di lavoro, per un costo che si aggira intorno alle 100.000 sterline. Gli scienziati cercheranno di ricostruire l’aspetto del monarca, per trovare conferma anche di tutte quelle particolarità che sono state trasmesse (e fissate nella storia) dalla tragedia shakespeariana: il colore degli occhi e dei capelli, e altro ancora, mentre sembra già confermato il tipo di deformazione della spina dorsale di cui soffriva. Sembra infatti che, contrariamente a quanto riportato da Shakespeare, Riccardo III non fosse gobbo: aveva invece una grave forma di scoliosi, una curvatura laterale della colonna vertebrale che è ben visibile anche a occhio nudo. Chissà se il genoma porterà alla luce altri dettagli inediti su quella che viene unanimemente considerata una delle figure più pittoresche e suggestive della storia britannica.


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