26 luglio 2018

Il meccanismo dei falsi ricordi

Sembra ormai acclarato che non è possibile ricordare episodi avvenuti ad un’età inferiore ai tre anni-tre anni e mezzo di vita, per via di un fenomeno noto come ‘amnesia infantile’; se è vero infatti che anche bambini molto piccoli sono in grado di ricordare eventi del passato con una certa precisione, da un certo punto in poi questa capacità ‘sparisce’, se non nei rarissimi casi di persone dotate di ipermemoria.

Una delle ipotesi più accreditate per spiegare l’amnesia infantile è che i primi ricordi, pur essendo ancora presenti anche negli anni successivi, siano in qualche modo resi inaccessibili a causa delle modificazioni prodotte dalla neurogenesi, ossia dal processo che porta alla formazione di nuovi neuroni – particolarmente intenso nei primi anni dell’infanzia.

Eppure, moltissime persone sono convinte di avere memoria di alcuni momenti risalenti a quando avevano meno (spesso molto meno) di tre anni: si tratta però in realtà di ‘falsi ricordi’, anche se chi li riferisce è del tutto in buona fede nel raccontarli come ‘veri’. Una ricerca pubblicata sulla rivista Psychological Science riporta i risultati di un’indagine svolta su 6.641 soggetti ai quali è stato chiesto di riferire il loro primissimo ricordo, badando che fosse qualcosa del tutto personale e non tratto dal repertorio degli aneddoti familiari. Il 38,6% dei partecipanti ha dichiarato di avere reminiscenze di fatti avvenuti quando avevano due anni, alcuni addirittura di cose risalenti a quando avevano un anno, o anche meno. I ricercatori hanno anche cercato di comprendere i meccanismi che conducono alla formazione di ‘ricordi impossibili’ così vividi, ipotizzando si tratti di una combinazione di sollecitazioni diverse che finiscono col ‘sedimentarsi’ fino a comporre un ricordo percepito come unitario e realmente vissuto, che si fortifica e acquisisce autorevolezza mano a mano che viene nel tempo rievocato. Si tratterebbe dunque di una rappresentazione mentale costituita da una sorta di collage, in cui ad un primo frammento di un’esperienza vissuta, comunque non prima dei tre anni, affettivamente coinvolgente, si affiancano e sovrappongono altre informazioni ricavate da racconti, fotografie o altro, a cui il soggetto aggiunge inconsciamente dettagli che piano piano si consolidano, finché la composizione assume uno status pari a quello dei ricordi reali e da essi indistinguibile.

 

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