13 novembre 2017

Il nuovo volto di Ostia Antica

Secondo la tradizione letteraria fu Anco Marcio a fondare la colonia di Ostia come accampamento militare in un punto strategico del Latium vetus. La città, poi, si sviluppò rapidamente tra III e II sec. a.C. come porto commerciale e divenne essenziale per l’approvvigionamento di grano della capitale, tanto che in età imperiale l’area portuale fu notevolmente ampliata prima da Claudio e poi da Traiano.

Le rovine della fiorente città, un tempo ricca di templi, domus, tabernae, edifici e magazzini e irrimediabilmente decaduta e abbandonata in epoca altomedioevale, furono scavate già agli inizi del XIX secolo per volere di papa Pio VII. Gli scavi di Ostia Antica sono certamente, insieme a quelli di Pompei, i più importanti d’Italia e costituiscono una delle aree archeologiche unitarie più vaste del pianeta, considerando che oltre il 40% della città è ancora sepolto sotto secoli di terra e di storia.

Tuttavia oggi i visitatori possono farsi un’idea ben più chiara dell’aspetto dell’antica città grazie all’apertura al pubblico di ben 187 ambienti restaurati, per un totale di 13.000 metri quadri, collocati sulla sinistra del decumano, il vero e proprio “corso” di Ostia sul quale si aprivano le botteghe artigiane e gli spazi commerciali.

Tra gli edifici restaurati si possono ammirare monumenti pubblici e privati, terme, insulae e tabernae, tutti ambienti che erano stati portati alla luce durante gli scavi del primo Novecento e degli anni 1939-1940, ma che risultavano coperti da vegetazione e indeboliti da lesioni e crolli. Il risultato di questo restauro conservativo, durato quattro anni e costato 1,8 milioni di euro, sotto la guida di Cinzia Morelli e Paola Germoni, offre dunque al pubblico la possibilità di visitare un percorso che si svolge su 670 metri e comprende il cosiddetto Monumento repubblicano, il Tempio collegiale e la sede degli Augustali, nonché il famoso Caseggiato del Sole, esempio di edilizia residenziale, che deve il suo nome a un’iscrizione probabilmente legata al culto mitraico che recita «Il dio del sole vive qui», e il Mitreo dei Serpenti, dei cui affreschi è stata rinnovata la copertura. Un intervento di ampio respiro che permetterà a Ostia Antica, vera e propria porta d’ingresso alla Capitale, di accrescere il numero di visitatori che già si attesta sugli oltre 300.000 annui, rendendola uno dei siti archeologici più noti e amati d’Italia.


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