29 gennaio 2015

Il radar della discordia

Negli Stati Uniti imperversa una feroce polemica circa l’utilizzo, da parte delle forze dell’ordine, di una telecamera a scansione termica con la quale gli agenti possono potenzialmente “osservare” quello che succede all’interno di edifici e case.

Attraverso l’emissione di onde radio, il Range-R è infatti in grado di percepire anche il più piccolo movimento (inclusa la normale attività respiratoria) entro un raggio di circa 15 metri. Caratteristiche che da una parte ne fanno uno strumento investigativo impareggiabile, ma dall’altra stanno sollevando serie questioni sul fronte del rispetto della privacy. Tutto nasce con un processo tenutosi lo scorso anno a Denver, durante il quale per la prima volta è stata resa pubblica l’esistenza del Range-R, che nel caso specifico venne utilizzato dagli agenti per fare irruzione in una proprietà privata e arrestare un uomo colpevole di aver violato i termini della libertà vigilata. Nonostante l’impiego di dispositivi di questo tipo senza mandato ufficiale sia stato proibito nel 2001 dalla Corte Suprema, secondo USA Today sono diverse le agenzie statunitensi (comprese FBI e US Marshals Service) che dal 2012 hanno sistematicamente utilizzato i Range-R, anche se il verdetto faceva esplicito riferimento anche a tutte le nuove tecnologie non ancora inventate o in corso di realizzazione. «Che la polizia abbia in dotazione questi strumenti non è un problema», commenta Hanni Fakhoury, avvocato presso l’associazione no-profit Electronic Frontier Foundation. «Il problema non è neanche la tecnologia in sé: come sempre, il problema sono le garanzie dell’utilizzo che ne viene fatto». Un allarme raccolto anche da Christopher Soghoian, consulente presso l’American Civil Liberties Union: «L’dea che il governo possa inviare dei segnali attraverso le mura della tua casa per capire cosa possa esserci dentro rappresenta decisamente un problema».


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