02 aprile 2013

Il robot chirurgo va in tribunale

Attualmente sono circa 2.500 gli esemplari del robot chirurgo ‘da Vinci’ presenti negli ospedali di tutto il mondo. Questi robot, il cui costo per unità si aggira intorno a 1.700.000 dollari, negli ultimi dieci anni hanno preso parte a quasi 1.500.000 operazioni, mettendo i ‘colleghi’ umani nella condizione di eseguire interventi dall’invasività limitata. Infatti, secondo le stime della casa di produzione (la Intuitive Surgical di Sunnyvale, California), l’utilizzo del robot chirurgo ‘da Vinci’ negli ultimi anni ha decretato una riduzione drastica del dolore post-operatorio e dei tempi di recupero dei pazienti. Eppure nel mese di gennaio la US Food and Drug Administration (FDA) ha ritenuto opportuno sollevare il robot chirurgo dai suoi incarichi. La decisione della FDA è arrivata al culmine di un’escalation che, soltanto negli ultimi 14 mesi, si è concretizzata nell’apertura di ben 10 processi di responsabilità civile contro i produttori del robot chirurgo ‘da Vinci’. Finora il caso più eclatante risale al 2007, quando i chirurghi di un ospedale di Aalst (Belgio) sono stati colti alla sprovvista dalla rottura del braccio meccanico del robot, avvenuta all’interno di un paziente che proprio in quel momento si stava sottoponendo a una delicata operazione al fegato. Come conseguenza della frattura, i chirurghi sono stati obbligati ad allargare drasticamente l’incisione originale, in modo da estrarre il braccio meccanico dal corpo del paziente. Nel corso degli ultimi anni, inoltre, il robot 'da Vinci' è stato accusato di aver lesionato gravemente un numero crescente di pazienti: punture al fegato e alla milza, danni rettali ed ernie vaginali, sempre imputabili a un presunto malfunzionamento della macchina, avvenuto durante varie operazioni al cuore e alla milza, e durante alcuni interventi di isterectomia. Tutti particolari che hanno spinto gli amministratori della FDA ad aprire un fascicolo: l’indagine servirà ad appurare se questa casistica è dovuta ad altri fattori, oppure, come temono alcuni esperti, sia un effettivo riflesso dei problemi strutturali del robot 'da Vinci'.


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