01 dicembre 2014

Il satellite-killer della Russia

Nei giorni scorsi, mentre gli occhi di tutto il mondo seguivano l’impresa del lander Philae, e il suo trionfante sbarco sulla cometa, un altro oggetto volante cominciava lentamente a dare segni di vita, suscitando la preoccupazione di analisti ed esperti. Il dispositivo in questione, infatti, ha molti nomi – 2014-28E, Cosmos 2499, NORAD object 39765 – ma la sua vera natura rimane un segreto: catalogato come detrito

spaziale causato dal lancio in orbita di tre satelliti militari (avvenuto a maggio scorso presso il Plesetsk Cosmodrome, nella Russia settentrionale), il misterioso oggetto ha cominciato lentamente a muoversi, destando la preoccupazione di analisti ed esperti, i quali sospettano che la Russia possa aver ripreso il suo programma “anti-satellite”, strategia che si pensava fosse stata abbandonata negli anni Ottanta. «Qualunque cosa sia, sembra sperimentale», ha dichiarato Patricia Lewis, direttrice della ricerca ed esperta in sicurezza spaziale presso il think-tank Chatham House di Londra. «Potrebbe avere un preciso numero di funzioni, alcune civili, altre militari. Potrebbe essere un dispositivo di agganciamento e trasporto o un congegno per sparare agli altri satelliti, oppure un sistema per ‘hackerarne’ e oscurarne il segnale». Quel che è certo finora è che le autorità russe non hanno dichiarato espressamente il motivo del suo lancio – né le caratteristiche peculiari del dispositivo, che evidentemente sta seguendo una rotta precisa. Ufficialmente smantellato dopo la caduta della cortina di ferro, il programma anti-satellite Istrebitel Sputnikov non è mai completamente scomparso, anzi in passato è stato spesso menzionato dagli ufficiali russi come extrema ratio nel caso di deterioramento di rapporti con la diplomazia statunitense a causa dei trattati anti-missilistici. Soltanto nel 2010 il generale Oleg Ostapenko, attualmente a capo dell’agenzia spaziale russa, dichiarava che la Russia aveva ricominciato a progettare satelliti da impiegare in operazioni di “indagine” e “distruzione”. 


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