4 maggio 2018

InSight, alla scoperta del cuore di Marte

Manca meno di un giorno al lancio della missione della NASA che cambierà la storia dell’esplorazione di Marte. InSight sta per Interior Exploration using Seismic Investigations, Geodesy and Heat Transport: questa serie di termini inglesi descrive il lander che partirà a bordo di un razzo Atlas V-401 della United Launch Alliance domani 5 maggio alle 13:05 (ora italiana) dalla Vandenberg Air Force Base in California e che avrà come obiettivo quello di studiare per la prima volta l’interno del Pianeta rosso, il nostro vicino nel Sistema solare.

La comunità scientifica attende questo lancio ormai da molto tempo: la partenza di InSight era prevista nel marzo 2016, ma seri problemi tecnici hanno costretto la NASA a posticipare il tutto di ben due anni. Adesso la finestra di lancio è stata confermata (sarà valida fino all’8 giugno) e nulla dovrebbe fermare il lander dal compiere la sua unica e straordinaria missione. I meteorologi spaziali dell’aeronautica militare statunitense prevedono condizioni meteo favorevoli per il decollo del razzo Atlas V.

Il viaggio durerà sei mesi e qualche giorno: il lander della NASA giungerà a destinazione il prossimo 26 novembre su Elysium Planitia, una regione vulcanica in prossimità dell’equatore che interessa molto gli scienziati per diversi aspetti, tra cui il fatto che si tratta del secondo complesso vulcanico marziano (il picco arriva a 16 chilometri d’altezza). La missione durerà 728 giorni terrestri (o 708 sol - giorni marziani) e dovranno essere sufficienti per studiare crosta, mantello e nucleo di Marte, analizzare attività sismica e geodesia e raccogliere indizi sull’evoluzione dei pianeti rocciosi che si sono formati all’interno del Sistema solare 4 miliardi di anni fa. Tutto questo permetterà agli scienziati di conoscere meglio il quarto pianeta attorno al Sole.

Crediti immagine: NASA/JPL-CALTECH/LOCKHEED MARTIN

Il lander (che è diverso da un rover perché non è in grado di muoversi dal luogo di atterraggio) studierà l’interno del pianeta misurando la sua produzione di calore e l’intensità dei terremoti (o “martemoti”); InSight utilizzerà, inoltre, le onde sismiche generate dai terremoti per sviluppare una mappa delle profondità di Marte.

Il lander è stato assemblato in Colorado dalla Lockheed Martin Space e progettato come Phoenix Mars Lander: con un peso di 360 chilogrammi, InSight è stato dotato di due grandi pannelli solari e sarà largo circa 6 metri. Dopo qualche settimana dall’ammartaggio, il lander attiverà il braccio robotico e tutti gli strumenti scientifici, cioè il sismometro francese SEIS, l’esperimento della NASA di radio scienza RISE e la sonda termometrica tedesca HP3. Sarà proprio questo termometro a dover misurare il calore del sottosuolo marziano arrivando a una profondità da 3 a 5 metri. SEIS si occuperà delle onde sismiche per studiare la crosta di Marte e ciò indicherà agli scienziati la temperatura, la pressione e la composizione dei planetesimi che poi sono diventati pianeti rocciosi. RISE servirà, invece, per misurare i minimi cambiamenti nella posizione del lander: questi dati sono utili per capire come Marte si sta muovendo all’interno della sua orbita e per far luce sulla natura del profondo nucleo interno di Marte.

Sullo stesso razzo con cui verrà lanciato InSight si troverà un altro esperimento della NASA noto come Mars Cube One (MarCO). Costituito da due mini-veicoli spaziali, sarà il primo test della tecnologia CubeSat nello spazio profondo. Queste piccole sonde sono progettate per testare nuove funzionalità di comunicazione e navigazione per le missioni future e possono aiutare le comunicazioni con il lander marziano InSight.

Nel frattempo la NASA ha firmato un accordo con l’ESA (Agenzia Spaziale Europea): le due agenzie valuteranno i pro e i contro di una futura missione che permetta di raccogliere dei campioni su Marte e portarli sulla Terra per analizzarli.


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