19 aprile 2018

In Langa, tra vigne, castelli e cultura

Divenute Patrimonio UNESCO insieme al Roero e al Monferrato nel 2014, le Langhe hanno decretato una volta per tutte la propria preziosa unicità territoriale, non più esclusivamente riferita alle insigni attività vitivinicole – che pure ne hanno innescato il riscatto e celebrato il successo a livello mondiale. La valorizzazione del paesaggio e dei beni culturali si è agganciata al crescente apprezzamento delle eccellenze enogastronomiche, forte di un unicum storico, artistico e naturalistico che, come accade in ogni angolo d’Italia, risulta davvero irripetibile altrove.

è passata tanta acqua sotto i ponti dai tempi della Resistenza e della Malora fenogliana: oggi si respira l’atmosfera di una consapevole e consistente agiatezza, solo parzialmente dissimulata dal cortese understatement della gente di qui. L’enogastronomia ha portato ricchezza e notorietà quasi ovunque: accade spesso di imbattersi in turisti giapponesi che disquisiscono di ravioli del plin o in gourmet francesi che dibattono di formaggi DOP. Il vino certamente continua a farla da padrone, soprattutto in Bassa Langa, incidendo sull’economia locale e anche sul paesaggio: crinali e rittani (valle fra due colline) costituiscono l’unico elemento di discontinuità in una trama fitta fitta di vigne e di filari. Barolo, barbaresco, barbera, dolcetto, nebbiolo, Spumante Brut Alta Langa… i vini scandiscono il destino del territorio, purtroppo sempre più spesso a discapito di prati, boschi e di quella natura ancestrale tanto celebrata da Cesare Pavese nelle pagine dei suoi romanzi.

Le colline si susseguono come onde, punteggiate qua e là di noccioleti, borghi e castelli: ovunque è un invito alla sosta e alla scoperta, girovagando tra musei, cappelle campestri e ristoranti per appassionati e buongustai. Le possibilità e gli itinerari sono tanti e chi scrive non ha certo la pretesa di esplorarli tutti. I suggerimenti però non mancano, fermo restando che vale sempre il consiglio di sbagliare strada e lasciarsi guidare dal caso: a volte, è così che si compiono le scoperte migliori.

Chi cerca la vivacità cittadina può puntare dritto su Alba, luogo natale di Beppe Fenoglio e “città delle cento torri”, dove è piacevole passeggiare tra chiese, vie e palazzi storici indugiando su qualche acquisto goloso. Gli amanti della letteratura e della natura più selvatica possono scegliere l’esplorazione dell’Alta Langa, andando su e giù per boschi, fiumi e paesi. Tra gli altri si segnalano: Murazzano e la sua torre medievale; Cortemilia, con la pieve del XIII secolo; Cravanzana, piccolo centro storico dominato da un maestoso castello. E ancora, le rocche di Prunetto e Saliceto, il parco delle rose di Bossolasco, la casa natale di Cesare Pavese e i suoi luoghi letterari a Santo Stefano Belbo.

La Bassa Langa attende gli amanti del vino e dei castelli: le cantine private e regionali sono affollate quasi tutto l’anno, come i ristoranti e le gastronomie. A ogni borgo il suo maniero: quello di Barolo, oggi sede di un originale museo multimediale dedicato alla storia dell’omonimo vino; quello di Serralunga d’Alba, con la sua peculiare struttura di donjon svettante sulle colline; quello di Grinzane Cavour, già dimora dell’omonimo illustre statista e oggi museo etnografico e cavouriano. Anche le rocche di Roddi e Castiglione Falletto meritano una visita, incastonate nei centri storici medievali e capaci di offrire panorami a perdita d’occhio su tutta la langa.

Moltissime anche le manifestazioni culturali promosse da associazioni ed enti locali in ogni periodo dell’anno, a dimostrare la volontà di diversificazione dell’offerta turistica territoriale. Collisioni è ormai un evento cult dell’estate musicale langarola; la Mangialonga di La Morra è giunta alla sua 31a edizione; il festival itinerante Attraverso propone interessanti iniziative culturali muovendosi di borgo in borgo. Cacce al tesoro, gare sportive, tombole e tornei si aggiungono a sagre e mercati diffusi in ogni dove e in ogni stagione: tartufi, castagne, porri, nocciole, miele, cioccolato, formaggi, bolliti, ravioli e tajarin spopolano sui banchi e nei negozi di tutti i paesi.

Dopo le visite e le scorpacciate il suggerimento è però quello di dedicare un po’ di tempo a una passeggiata. Lasciate l’auto e inoltratevi a piedi tra i filari, nelle viuzze di campagna oppure sui sentieri tra i boschi e i canneti lungo i fiumi. Qui, a passo lento, coglierete ancora integro lo spirito autentico della langa: un sentimento primordiale, profondamente legato alla terra. Ricordando le sgambate del partigiano Johnny.


© Istituto della Enciclopedia Italiana - Riproduzione riservata

0