14 luglio 2022

L’ampia eredità di Eugenio Scalfari

Ѐ morto a Roma, all’età di 98 anni, Eugenio Scalfari, una delle figure più prestigiose della storia del giornalismo italiano, un intellettuale a tutto campo e uno scrittore prolifico. Nato a Civitavecchia il 6 aprile del 1924, Scalfari è considerato il primo direttore-manager dell’editoria italiana; il suo nome è legato soprattutto a due testate storiche come L’Espresso e la Repubblica, momenti significativi di innovazione nel modo di concepire il giornalismo.

Compagno di banco di Italo Calvino, con cui stabilirà un proficuo e duraturo rapporto, muove i suoi primi passi da giornalista nella stampa di regime, fino a quando non viene cacciato dai GUF (Gruppi Universitari Fascisti) per un articolo in cui criticava la corruzione dei gerarchi; un episodio che fu il punto di partenza di una sua consapevolezza antifascista. Nel dopoguerra si avvicina all’area liberale e progressista e collabora con Il Mondo di Mario Pannunzio e con L’Europeo di Arrigo Benedetti. Nel 1955 partecipa alla nascita del Partito radicale, ricoprendo anche la carica di vicesegretario nazionale (1958-63). Ma è con la fondazione de L’Espresso (1963-68), condivisa con Arrigo Benedetti, che inizia a caratterizzarsi come protagonista della vicenda politica e sociale italiana, sostenendo un’Italia più laica e più libera e scontrandosi con la corruzione e la conservazione. L’Espresso divenne uno strumento di queste battaglie progressiste che furono però arricchite anche da libri come L’autunno della Repubblica, dedicato al Sessantotto, e Razza padrona, scritto in collaborazione con Giuseppe Turani, in cui si denunciava l’intreccio fra borghesia di Stato e corruzione. Nel gennaio del 1976 nasce il quotidiano la Repubblica, di cui Scalfari è stato direttore fino al 1996, proseguendo poi negli anni un rapporto indistruttibile come editorialista e direttore onorario. La Repubblica ha rappresentato in questi decenni una importante operazione non solo giornalistica attraverso cui una cultura laica e progressista, tendenzialmente minoritaria, è diventata un successo editoriale che ha inciso sull’atmosfera complessiva del Paese.

 Negli ultimi anni della sua vita Eugenio Scalfari si è dedicato soprattutto alla scrittura, sia con l’autobiografia, sia con romanzi, sia affrontando temi di riflessione filosofica che comprendono momenti di confronto con la fede. Arriva anche il sorprendente confronto con papa Francesco da cui nascerà il libro Il Dio unico e la società moderna. Lucido fino all’ultimo, Scalfari è rimasto anche nella tarda età in quella particolare posizione che lo ha caratterizzato per tutta la sua esperienza, di testimone e al tempo stesso di protagonista dei cambiamenti.

 

Immagine: Eugenio Scalfari. Crediti: l’immagine è un fotogramma tratto dal video Addio a Eugenio Scalfari, il fondatore di Repubblica e L'Espresso aveva 98 anni, servizio di Pierluigi Vito per Tg2000 (https://www.youtube.com/)