10 gennaio 2018

L’anno del Sole, ma anche della Luna e di altro ancora

Il 2018 vedrà l’avvio di una missione di portata storica e destinata a rivoluzionare le conoscenze sulla nostra stella, la Solar Probe Plus, della NASA. La sonda Parker Solar Probe (che prende il nome dall’astrofisico Eugene Parker che già dagli anni Cinquanta sviluppò gli studi sul vento solare) sarà infatti lanciata a luglio e, nel corso dei sette anni del suo ‘viaggio’, arriverà a circa 6 milioni di chilometri dal Sole, avvicinandovisi dunque più di qualunque altra precedente missione: un aspetto che renderà uniche e importantissime le informazioni che raccoglierà sull’attività solare. Lo scopo della missione è studiare la corona, dove la temperatura raggiunge livelli enormemente più elevati che sulla superficie solare, cercando di comprenderne le dinamiche, in particolare quelle che determinano il vento solare; approfondire queste conoscenze potrebbe dare un decisivo contributo alla possibilità di prevedere eventi come le tempeste o le esplosioni solari che perturbano il campo magnetico terrestre e che possono avere conseguenze non trascurabili per le attività umane.

Ma non sarà solo il Sole protagonista delle esplorazioni spaziali del nuovo anno: in primavera partirà la seconda missione lunare indiana Chandrayaan-2, che, grazie a un lander e a un rover, analizzerà la superficie lunare raccogliendo dati sui materiali. In autunno l’agenzia spaziale cinese CNSA (China National Space Administration) invierà sul nostro satellite la sonda che porta il nome della dea della luna della mitologia cineseChang’e 4, che sarà il primo veicolo spaziale ad allunare sulla sua faccia nascosta per esplorare il South Pole-Aitken basin, uno dei più grandi crateri da impatto del sistema solare; e già si parla di una successiva missione Chang’e 5 che dovrebbe riportare sulla Terra frammenti del suolo lunare. A maggio invece sarà Marte l’obiettivo di InSight (Interior Exploration using Seismic Investigations, Geodesy and Heat Transport), il lander della NASA che studierà il sottosuolo del Pianeta Rosso, raccogliendo dati utili sull’evoluzione dei pianeti rocciosi del sistema solare. Grazie a una collaborazione tra l’ESA, l’Agenzia spaziale europea e la JAXA (Japan Aerospace Exploration Agency), l’agenzia spaziale giapponese, partirà invece a fine 2018 la missione BepiColombo diretta sul più piccolo e inesplorato pianeta del nostro sistema, Mercurio: ci vorranno sette anni per giungere a destinazione e un anno durerà l’esplorazione.

Ma sono molte altre le missioni che, avviate negli anni precedenti, sono ancora in corso e continuano a ‘portare a casa’ i risultati dei loro lunghi viaggi: come, la ‘cacciatrice di asteroidi’ giapponese Hayabusa-2 che raggiungerà 162173 Ryugu a giugno, raccoglierà dei campioni asteroidali e si riavvierà poi verso la Terra.


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