29 agosto 2017

L’elezione di Giovanni Paolo I

Città del Vaticano, venerdì 25 agosto 1978, ore 16.30, centoundici cardinali si riuniscono in conclave per eleggere al soglio pontificio il successore di Paolo VI, deceduto il 6 agosto. Tra gli altri il cardinale di Genova Siri, quello di Varsavia Wyszyński, i cardinali Silva Henríquez, Quintero e Landázuri Rickett, pochi sono gli appartenenti alla vecchia ‘guardia conciliare’, ancor meno quelli realmente papabili.

A Roma il clima è torrido, e i porporati soffrono terribilmente la loro reclusione, all’interno del recinto del conclave accusano il caldo e la sistemazione non adeguata alle loro esigenze: in molte stanze, ricavate in fretta e furia con l’uso di tramezzi all’interno del Palazzo apostolico, manca l’acqua corrente e i bagni sono in comune.

Come ebbe a ricordare il cardinale Suenens «La mia camera era un forno. Una specie di sauna, è difficile immaginare cosa vuol dire dormire in un forno. C’era solo una finestra, ma sigillata».

Ben lungi dal praticare le solite schermaglie, il collegio cardinalizio entra subito nel vivo delle votazioni per arrivare il più presto possibile a individuare il successore di papa Montini. Il duello è tra Giovanni Benelli, arcivescovo di Firenze e Sergio Pignedoli, presidente del Segretariato per i non cristiani (attuale Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso). Il conclave procede a ritmo incalzante. Come spesso accade, a fronte di una situazione di stallo tra due contendenti più accreditati, espressione delle due fazioni che li sostengono, la scelta cade su un altro, scelta che in quei giorni si presenta come mediazione tra le posizioni più conservatrici e quelle riformiste. Dopo sole ventisei ore dall’inizio delle votazioni e quattro scrutini, il collegio chiamato a eleggere il nuovo pontefice decide per l’elezione del cardinale Albino Luciani, patriarca di Venezia.

Le cronache di quel giorno ci ricordano come la folla radunata in piazza San Pietro rimase disorientata perché, poco dopo le ore 19 la fumata che cominciò a uscire dal comignolo, probabilmente per un errore del cardinale fuochista, apparve inizialmente di un colore grigio chiaro per poi diventare nera. La situazione d’incertezza si protrasse fino a quando, in contemporanea con l’annuncio dato da Radio vaticana, si aprì la porta della loggia e apparve cardinale protodiacono Pericle Felici che pronunciò il fatidico “Habemus papam”: Il cardinale Luciani era il terzo patriarca di Venezia del Novecento, dopo Giuseppe Sarto (Pio X) e Angelo Giuseppe Roncalli (Giovanni XXIII) a essere chiamato al soglio di Pietro.

Alle 19,31 il nuovo papa, visibilmente emozionato fa la sua prima apparizione dal balcone.  

Il viso è sorridente, vorrebbe parlare ai fedeli ma il cerimoniere, monsignor Virgilio Noè glielo impedisce, obiettando che non è nella tradizione.

Lasciata la loggia, Luciani si dirige verso l’aula e scherzosamente rimprovera i cardinali: «Possa Dio perdonarvi per quello che avete fatto».

Nonostante il conclave sia terminato Giovanni Paolo I, a sorpresa, chiede ai porporati di trattenersi ancora una notte per poter cenare tutti insieme. Un cardinale spagnolo, che desidera finalmente fumare, si avvicina al papa e gli chiede il permesso. «Le permetto volentieri di farlo, purché il fumo sia bianco» risponde in modo bonario e scherzoso il nuovo pontefice. Comincia così il suo mandato, che come tutti sanno durerà poco più di un mese; infatti, dopo soli trentatré giorni di pontificato (uno dei più brevi della Storia), papa Luciani muore improvvisamente tra la tarda sera del 28 e il mattino presto del 29 settembre 1978, ufficialmente a causa di un infarto.

 


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