03 novembre 2015

La Terra è meno fertile senza le feci dei grandi animali

Il problema nasce in epoca preistorica con l’estinzione di dinosauri, mammut e magalodon, e approda fino ai giorni nostri per colpa della progressiva riduzione nel numero di rinoceronti e balene: lo afferma uno studio condotto dalla University of Vermont e pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, secondo il quale la scomparsa della cosiddetta megafauna ha sensibilmente danneggiato la produttività degli ecosistemi di tutto il mondo, privati di un fondamentale elemento fertilizzante.

Tra le sostanze nutritive del suolo, il fosforo ricopre sicuramente un ruolo indispensabile, e da sempre i modelli comportamentali animali – i quali evitano accuratamente di defecare nelle stesse zone da cui traggono il nutrimento – hanno consentito la sua omogenea distribuzione nelle più disparate regioni del pianeta. Un processo che, dopo l’estinzione dei dinosauri, è entrato ulteriormente in crisi con la graduale scomparsa della megafauna moderna, tanto che a oggi la ripartizione di questo prezioso elemento (sul quale si basano moltissimi fertilizzanti artificiali) è affidata quasi esclusivamente all’azione dei batteri. «Una volta, questo mondo ospitava un numero di balene 10 volte maggiore; un numero di pesci anadromi 20 volte maggiore, come per esempio il salmone; il doppio degli uccelli marini e un numero dieci volte maggiore degli attuali grandi erbivori – bradipi giganti, mastodonti e mammut», spiega Joe Roman, esperto di biologia marina presso la University of Vermont. 300 anni fa la popolazione di balenottere azzurre superava le 350.000 unità, mentre ora gli esemplari sarebbero ridotti a poche migliaia, mentre la popolazione dei grandi cetacei avrebbe subito una diminuzione complessiva tra il 60% e il 90%: e se in passato le balene portavano in superficie ben 340 milioni di chilogrammi di fosforo, oggi tale quota si è ridotta del 23%, superando a malapena i 74 milioni di chilogrammi. «Il fosforo è un elemento chiave per i fertilizzanti e le forniture facilmente accessibili potrebbero esaurirsi in appena 50 anni », commenta Chris Doughty, ecologista dell’University of Oxford e co-autore dello studio. «Riportare le popolazioni di animali al loro stato originale potrebbe aiutare a ridistribuire il fosforo dal mare al suolo, aumentando le risorse globali disponibili per il futuro».

 


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