22 luglio 2016

La determinazione della massa del neutrino cambia le visione della realtà

La fisica quantistica ha di per sé cambiato l’analisi degli elettroni e delle leggi gravitazionali, dando una spiegazione del movimento dei corpi e dei pianeti. Questa teoria si basa su di un primo concetto di stretta connessione alle leggi di conservazione, stabilendo dei punti chiave quali: le particelle su cui si basano gli atomi sono costituite da pacchetti di energia, chiamati “quanti”. Essendo stessa l’energia trasferibile, si è studiato il loro movimento di natura sia oscillatoria sia corpuscolare. È propria questa doppia natura che porta al secondo principio basato sull’impossibilità di riuscire a stabilirne nello stesso momento velocità e posizione, poiché la determinazione di una è inversamente proporzionale nei confronti dell’altra. Le aree della fisica che descrivono il moto oscillatorio e quello corpuscolare rientrano nei settori dello studio dell’energia e della dinamica. Ultimo concetto, ma non meno importante, è il fenomeno del ”Entanglement”, secondo cui se due particelle interagiscono tra loro per un tempo determinato e poi sono allontanate, se si fornisce energia a una, modificandone così lo stato, si ha contemporaneamente un’eccitazione analoga e contraria anche nell’altra particella, a qualunque distanza essa si trovi. La teoria dei quanti stabilisce che i fotoni polarizzati non esistono se non possono essere misurati, in contraddizione con quanto affermò tempo prima Einstein, secondo cui invece, un oggetto reale esiste indipendentemente dalla sua misurazione. I fisici, per accordare le due teorie, hanno definito delle variabili nascoste nei fotoni per determinare a priori le misure degli oggetti. L’esperimento è stato condotto al Massachusetts Institute of Technology di Cambridge (USA), dall’equipe dal fisico Joseph Formaggio. La squadra decise di “sparare” dal laboratorio Fermilab in Batavia (Illinois-USA), i neutrini alla velocità della luce per 735 km, fino al Minnesota, provando così a dimostrare l’esistenza di queste variabili. Il problema iniziale dello studio fu che tentando di misurare il neutrino se ne provocava la sua distruzione, inoltre, durante il percorso si scoprì difficoltoso comparare le varie misure a causa di tre stati di esistenza dei neutrini, ed infine, arrivarono ad affermare che, la velocità con cui oscillano i neutroni varia con la loro energia e precisamente è direttamente proporzionale ad essa. Tenendo sempre a mente che laddove si ha energia maggiore, l’oscillazione sarà a frequenze più alte, la squadra del MIT non effettuò le misure in tempi diversi, ma con le stesse energie, bensì cercarono il collegamento tra il numero di neutrini ancora in stato di “muoni” (neutrino muonico: uno degli stati del neutrino), che dal laboratorio arrivavano in Minnesota, ovviamente con le loro differenti energie. L’aver determinato la massa del neutrino ha avuto degli aspetti rivoluzionari nei confronti della visione e spiegazione delle leggi fondamentali della fisica quantistica, e potrà avere esiti sorprendenti soprattutto nella percezione odierna della realtà, se saranno spiegati oggetti reali a livello macroscopico. Questo è come la scienza si muove in avanti, ma possiamo andare ancora più avanti?

 


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